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Conviene che il M5S vada al governo a Roma?

Ascoltate bene in questo video la parte finale dell’intervento di Andrea Scanzi, chiamato nella trasmissione tv “Otto e mezzo” da Lilly Gruber a commentare i fatti politici italiani interloquendo con Alfio Marchini, candidato indipendente alla poltrona di Sindaco di Roma.

La tesi è questa :

“Io non sarei così sicuro che (per il Movimento 5 stelle) sarebbe perfetto vincere a Roma”.

Perchè – è questa l’argomentazione di Andrea Scanzi in veste di commentatore politico – nel caso in cui Virginia Raggi (candidata del M5S a Sindaco di Roma) governasse male esporrebbe il M5S a dure critiche che potrebbero avere conseguenze negative per le future successive elezioni politiche nazionali.

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Grillo capo politico e garante a vita di M5S mai eletto

Roberto Fico , parlamentare del Movimento 5 stelle, nonché presidente della Commissione Vigilanza Rai, intervistato da Corrado Formigli nella trasmissione “Piazza Pulita” dice testualmente :

“Secondo la normativa vigente Beppe Grillo è il capo politico di M5s e garante del movimento”.

Quindi Beppe Grillo è il capo politico, mai eletto, di una formazione politica che rivendica un livello superiore di democrazia (sic!). E’ evidente che, quanto a tasso di democrazia, #m5s rappresenta una forma regressiva non evolutiva della prassi democratica.
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Stati Uniti e Isis sullo stesso piano?

Alessandro Di Battista parlamentare M5s ritorna sull’argomento trattato nel suo post del 16 agosto e rincara la dose. In un suo commento su Facebook chiarisce il suo punto di vista secondo cui

“la violenza indecente, barbara, inaccettabile che ha subito quel ragazzo (James Foley, decapitato da un miliziano dell’Isis ndr) sia, in parte, figlia della violenza indecente, barbara, inaccettabile subita dai detenuti nel carcere di Abu Ghraib. Le violenze commesse in quella prigione furono senz’altro figlie di quel desiderio di vendetta che molti americani hanno provato dopo l’indecente, barbaro, inaccettabile attentato alle Torri Gemelle quest’ultimo anche figlio dell’indecente, barbaro, inaccettabile imperialismo nordamericano (l’imperialismo non e’ soltanto nordamericano) che ha portato milioni di persone a morire di fame”.

Metodi

Qual è il centro della contestazione di Di Battista, depurato dalla retorica? I metodi, violenti, indecenti e barbari di Usa e Isis. Il problema, secondo il parlamentare M5s, sarebbero unicamente i metodi adottati dai “belligeranti”. Nessun accenno alle finalità dei gruppi in lotta.

L’approccio di Di Battista può essere accettato? No. Perché?
Ipotizziamo di essere semplici osservatori della realtà internazionale. Nel campo di battaglia ci sono due fazioni che si contendono la vittoria. La prima, una volta distrutto l’avversario, vuole instaurare una società in cui prevalgano libertà (religiosa ecc.) e diritti fondamentali mentre la seconda intende far nascere una comunità in cui c’è posto solo per chi si professa islamico, senza libertà di culto, di associazione ecc. Entrambi sono disposti ad usare mezzi violenti e brutali per affermarsi. Il prevalere dell’una o dell’altra fazione è indifferente per Di Battista?
Se nella lotta in corso, sfortunatamente, dovesse vincere l’Isis che sgozza, converte gli infedeli non musulmani, perseguita le minoranze e riduce in schiavitù le donne, non sarebbe la stessa cosa se dovessero ottenere la vittoria forze più tolleranti e moderate. Isis e Stati Uniti non sono uguali sul piano dei fini. Una distinzione determinante.

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ISIS, sfida rezionaria globale

Avrebbe certamente di che lamentarsi Alessandro Di Battista (parlamentare #M5s ) nel leggere commenti e titoli al suo post del 16 agosto, pubblicato sul blog BeppeGrillo.it. Gente che non capisce le sfumature e va giù con l’accetta. Alcune sue affermazioni, decontestualizzate, sono oggetto di critica e scherno sui social media e sui giornali. Gente abituata a semplificare troppo, senza scorrere bene tutto il testo.

Di Battista può essere accusato di sostenere il gruppo ISIS (Islamic State of Iraq and al-Sham – jihadisti sunniti) che ha proclamato il Califfato in una zona tra la Siria e l’Iraq? No, perché accetta di qualificare questo gruppo come terrorista, metodo che non giustifica o approva. Eppure, rimane un fondo di ambiguità nel suo discorso.
Il terrorismo è un cancro, sostiene il parlamentare 5stelle, ma è un effetto non una causa. Di cosa è conseguenza? Dell’ingiustizia sociale. Chi e cosa l’ha determinata? Non è ben chiaro. Le cause sono solo esterne? O interne?

PS : La questione se il terrorismo nasca dal fanatismo o sia una “risposta a uno stato di cose percepito come profondamente, inaccettabilmente ingiusto” è stata affrontata da Franco Cardini (“La paura e l’arroganza”).
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Stallo istituzionale e regressione economica

“Lazzaro alzati e cammina, resuscita un pezzo alla volta la volontà” Subsonica

 

L’Italia si sta incartando. Il rischio più forte, adesso, è quello della paralisi. Stallo sul piano istituzionale e regressione economica : questo è lo scenario terribile davanti a noi.

Molti problemi dipendono dall’indirizzo europeo ma altri, gravi, dalle tendenze involutive del nostro paese.

Centro-destra

Il centro-destra è una subordinata al Partito democratico, che detta l’agenda politica, perché la sua attività di governo ha dimostrato la sua inconsistenza davanti alla crisi. Con Berlusconi premier, l’Italia ha subito la crisi, l’ha prima negata e in seguito con Tremonti ha rifiutato un approccio riformista : in periodi di crisi, sosteneva l’ex ministro, non si fanno riforme.

Sono le caratteristiche della leadership berlusconiana ad essersi rivelate inadeguate ad affrontare la crisi. Berlusconi si è messo alla coda del popolo gentificato.

Leadership

La crisi richiede una leadership e un partito che si mettano alla testa dei processi politici sollecitando un cambiamento e facendo affidamento sulle forze sociali più dinamiche per trascinare il paese fuori dalle sabbie mobili.

In certe circostanze storiche, tirare a campare e tirare i remi in barca vuol dire tirare le cuoia.

E Renzi?

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Europa tra nazionalismo e democrazia

“Nous sommes, nous sommes
La Nation des Droits de l’Homme.
Nous sommes, nous sommes
La Nation de la Tolérance.
Nous sommes, nous sommes
La Nation des Lumières”.

Damien Saez  – Fils de France

Della natura di M5s, del principio carismatico che fagocita la democrazia p2p, dell’erraticità, del progresso economico che viene meno in una società materialista, della ricerca di una nuova misura solidaristica in una comunità pervasa dal particolarismo, di un interesse generale che non è semplice sommatoria dell’interesse individuale, di un’ideologia bellicista che sopravvive nonostante la crisi delle ideologie, di un nazionalismo superstite che non si coniuga con l’idea di democrazia.

Natura di M5s

Dove sta andando M5s? Dove sta conducendo quest’area politica la leadership erratica e il suo auto-nominatosi capo politico Beppe Grillo?

Sembrava che l’approdo naturale di M5s in Europa fosse nel gruppo dei Verdi. Sin dall’inizio M5s si è caratterizzata per l’agitazione di contenuti ambientalisti e da un radicalismo ecologista che propugnava l’instaurazione di un nuovo modello di sviluppo. Sembrava in origine che la rivendicazione della democrazia diretta costituisse il quadro di teoria politica paragonabile alla funzione che a suo tempo il marxismo aveva avuto nei Grunen tedeschi. Il movimento verde naturalmente si è andato via via autonomizzando definendo un profilo a sé distante dalla posizione “destra” e “sinistra”.

La traiettoria di M5s sta però cambiando con una piega che pare deviare nettamente dall’indirizzo originario. La leadership carismatica insindacabile di Grillo ha cannibalizzato il carattere di orizzontalità del movimento. Il principio carismatico entra cioè in contraddizione con il principio di organizzazione democratica.

Non solo. Quello che pareva un movimento politico della democrazia espansiva, anche se con uno sviluppo confuso, ha assunto via via i connotati di un populismo demagogico illiberale pregno di odio e rancore e con tratti miliziani pericolosi e involutivi. Il M5s non ha in sostanza definito un proprio asse di programma politico ma si è fatto definire dal malessere di massa e dal revanchismo sociale anti-casta.

Il M5s non ha interpretato e organizzato una domanda politica davanti alla crisi ma ha in modo erratico rappresentato unicamente la valvola di sfogo della rabbia sociale e delle pulsioni più distruttive provenienti dal corpo sociale. La responsabilità va tutta in capo a Grillo e al suo inner circle.
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Pappa identitaria

Di pappa identitaria, di un Io che si autocompiace, della ri-pubblicizzazione del pubblico, di una politica come rappresentazione in cui il politico per eccellenza è l’attore, non importa se comico o drammatico, di Hitler e la paura.

Bisogna prendere sul serio il #M5S invece di continuare ad accusare Grillo, il loro capo politico, di essere un buffone. Il problema è che la svolta nell’economia italiana non c’è. Al momento, la ripresa è soltanto un auspicio e l’Europa ristagna.
La #crisi fa ancora paura e il livello di vita, in molti casi, è crollato, a volte sotto la soglia della sopravvivenza. Gli italiani continuano a soffrire, specialmente i più giovani. Il #M5S costituisce il riflesso politico di questa situazione in cui crescono “disperati e incazzati”.
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Sono solo parole

Del silenzio taciturno (Verschwiegenheit) e della chiacchiera, della psicologia della propaganda, del logos spermatikos, della crisi come malattia, di fiumi gonfi, dell’umor cupo del crepuscolo, di scontento e rabbia parlamentarizzata e di parole.

“Sono solo parole” Noemi

“Matteotti descrisse alla Camera gli assalti e le distruzioni che avevano colpito in un breve giro di tempo le camere del lavoro di Bologna, di Ferrara, di Modena, di Rovigo…..e le illustrò con la citazione dei giornali fascisti, La fiamma, L’assalto, Il pugnale e di articoli intitolati La parola alle rivoltelle, che dichiaravano : “Noi arriveremo anche alla guerra civile”. Enzo Santarelli

Fascismo

Il movimento fascista, come denunciò Luigi Salvatorelli il 21 dicembre 1922, mostrò subito, una volta insediatosi al potere, il carattere “di una vera rivoluzione sboccante in una dittatura”. Il fascismo però si era fatto strada – in un quadro storico post prima guerra mondiale caratterizzato da scontri politici sanguinari, aggressioni fisiche a parlamentari e tra militanti, manifestazioni popolari e scioperi violenti, lotte contro il carovita, occupazioni delle terre – anche “distruggendo, spianandosi la via con la bruta violenza”.

Il M5S ha portato in parlamento la rabbia e lo scontento di una parte importante della popolazione italiana, giovani in testa, più duramente colpita dalla crisi economica. E’ l’espressione di una certa intransigenza rozza ma efficace nel momento in cui l’attività all’interno delle istituzioni resta quella del controllo sull’operato delle altre formazioni al governo. M5s costituisce un distaccamento, interno alle istituzioni, della vigilanza dal basso di un segmento della società.
Come si fa ad accordare con altre forze quando il suo compito è quello di monitorarle e schiantarle? Il M5s è un’espressione politica della tendenza alla sorveglianza capillare così come emerge dalla Rete. In parte fenomeno democratico, in parte cripto-totalitario.
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Repubblica terza fase

“Se per democrazia diretta s’intende alla lettera la partecipazione di tutti i cittadini a tutte le decisioni che li riguardano la proposta è insensata” Norberto Bobbio

L’impeto della crisi si è rovesciato sulla politica. Dopo la “grande slavina” (L. Cafagna) del 1993, lo “tsunami” di Grillo del 2013.

Un paese non in grado di cambiare su proprio impulso quando necessario, viene cambiato dall’esterno. L’Italia ha sempre meno progresso economico, poca giustizia sociale e tanta, troppa inefficienza istituzionale.

Un movimento sociale, prima che politico, è asceso sul punto più alto della Repubblica democratica. M5S è lo sguardo severo, a volte truce e rabbioso, di una parte di società contro le dinamiche “immorali”, inconcludenti, succubi e di “casta” del potere. Milioni di persone ridotte al silenzio e colpite dalla crisi, snobbate o escluse dal “sistema” si sono riprese la parola alle elezioni. Siccome il mondo li sta cambiando a forza, adesso per avere voce in capitolo vogliono cambiare tutto il mondo, vogliono essere loro il Nuovo Mondo.
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M5S tra fiducia e rappresentanza

L’ostacolo principale sulla strada della costituzione di un governo capeggiato da #Bersani è il voto di fiducia. Questo passaggio istituzionale viene assimilato dal #M5S ad una alleanza #politica . Nel “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” si legge : “I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi”.

Pizzarotti in una intervista concessa a Lucia #Annunziata per la trasmissione “In 1/2” del 03/01/2013 ad un certo punto, lamentandosi del comportamento dei consiglieri del #PD a Parma, ha affermato : “Tante volte ci sono delle imposizioni di partito proprio a livello nazionale, quindi quando con i singoli consiglieri ci si riesce a parlare, si cerca un confronto e lo si trova, quando si va al voto certe volte ci si sente dire : ci asteniamo perché la linea del partito è questa, perché non si può votare a favore di una misura, salvo che non sia una misura condivisa a livello nazionale…..Bisogna invece basarsi sulle idee che uniscono”.

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