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Di Uomini e Mostri

Per l’imam della moschea di al-Azhar, Ahmed Mohamed el-Tayeb, gli assassini neri reazionari e sanguinari dell’Isis, che ammazzano soprattutto musulmani, sono mostri.

Questa mostruosità moderna è un prodotto della cultura, delle idee, delle società e dei disvalori di quella parte del mondo in cui è stata dichiarata la nascita dello Stato Islamico.
Tocca agli uomini di quei luoghi, prima di tutto, affrontare, combattere e distruggere il Male mostruoso generato all’interno dei loro sistemi sociali.
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Isis, il Male dell’Altro

Il problema è che ci accodiamo agli #Usa . Sostiene Loretta Napoleoni. E’ sempre dell’Occidente la colpa. Lo inventiamo sempre noi il nemico. Il nemico è un nostro mero riflesso.
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Isis, potenza divina e impermanenza dell’opera umana

Gli uomini sono agiti dalla Potenza divina o sono gli uomini che estrinsecano il loro Potere (distruttivo) in nome di un #dio ?Chi pensa di essere agito da dio deve mostrare al mondo tutta la Potenza divina. Il significato degli atti dell’ #Isis è questo. L’orrore esibito è la manifestazione di questa idea della Potenza divina che agisce per tramite dell’uomo.

Non c’è niente di immortale nell’opera degli uomini se basta il gesto degli uomini stessi a cancellarla. L’Isis ri-colloca fuori dal mondo degli uomini il concetto di eterno e d’immortalità.

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Stati Uniti e Isis sullo stesso piano?

Alessandro Di Battista parlamentare M5s ritorna sull’argomento trattato nel suo post del 16 agosto e rincara la dose. In un suo commento su Facebook chiarisce il suo punto di vista secondo cui

“la violenza indecente, barbara, inaccettabile che ha subito quel ragazzo (James Foley, decapitato da un miliziano dell’Isis ndr) sia, in parte, figlia della violenza indecente, barbara, inaccettabile subita dai detenuti nel carcere di Abu Ghraib. Le violenze commesse in quella prigione furono senz’altro figlie di quel desiderio di vendetta che molti americani hanno provato dopo l’indecente, barbaro, inaccettabile attentato alle Torri Gemelle quest’ultimo anche figlio dell’indecente, barbaro, inaccettabile imperialismo nordamericano (l’imperialismo non e’ soltanto nordamericano) che ha portato milioni di persone a morire di fame”.

Metodi

Qual è il centro della contestazione di Di Battista, depurato dalla retorica? I metodi, violenti, indecenti e barbari di Usa e Isis. Il problema, secondo il parlamentare M5s, sarebbero unicamente i metodi adottati dai “belligeranti”. Nessun accenno alle finalità dei gruppi in lotta.

L’approccio di Di Battista può essere accettato? No. Perché?
Ipotizziamo di essere semplici osservatori della realtà internazionale. Nel campo di battaglia ci sono due fazioni che si contendono la vittoria. La prima, una volta distrutto l’avversario, vuole instaurare una società in cui prevalgano libertà (religiosa ecc.) e diritti fondamentali mentre la seconda intende far nascere una comunità in cui c’è posto solo per chi si professa islamico, senza libertà di culto, di associazione ecc. Entrambi sono disposti ad usare mezzi violenti e brutali per affermarsi. Il prevalere dell’una o dell’altra fazione è indifferente per Di Battista?
Se nella lotta in corso, sfortunatamente, dovesse vincere l’Isis che sgozza, converte gli infedeli non musulmani, perseguita le minoranze e riduce in schiavitù le donne, non sarebbe la stessa cosa se dovessero ottenere la vittoria forze più tolleranti e moderate. Isis e Stati Uniti non sono uguali sul piano dei fini. Una distinzione determinante.

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ISIS, sfida rezionaria globale

Avrebbe certamente di che lamentarsi Alessandro Di Battista (parlamentare #M5s ) nel leggere commenti e titoli al suo post del 16 agosto, pubblicato sul blog BeppeGrillo.it. Gente che non capisce le sfumature e va giù con l’accetta. Alcune sue affermazioni, decontestualizzate, sono oggetto di critica e scherno sui social media e sui giornali. Gente abituata a semplificare troppo, senza scorrere bene tutto il testo.

Di Battista può essere accusato di sostenere il gruppo ISIS (Islamic State of Iraq and al-Sham – jihadisti sunniti) che ha proclamato il Califfato in una zona tra la Siria e l’Iraq? No, perché accetta di qualificare questo gruppo come terrorista, metodo che non giustifica o approva. Eppure, rimane un fondo di ambiguità nel suo discorso.
Il terrorismo è un cancro, sostiene il parlamentare 5stelle, ma è un effetto non una causa. Di cosa è conseguenza? Dell’ingiustizia sociale. Chi e cosa l’ha determinata? Non è ben chiaro. Le cause sono solo esterne? O interne?

PS : La questione se il terrorismo nasca dal fanatismo o sia una “risposta a uno stato di cose percepito come profondamente, inaccettabilmente ingiusto” è stata affrontata da Franco Cardini (“La paura e l’arroganza”).
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