Archivi categoria: Teoria politica

Crozza e (è) l’anarco-qualunquismo politico di massa

Bisogna capire che il comico è ormai una tendenza politica. Quella dell’anarco-qualunquismo politico di massa di cui la #tv è il veicolo e il talk-show la forma.

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Ignazio Marino

Nell’era della legittimazione diretta delle funzioni apicali della democrazia rappresentativa, sancite dal dispositivo delle primarie e dalla legge dei sindaci, la violazione di questo assioma viene vissuta come una sorta di sacrilegio (1). Così si spiega, in parte, la mobilitazione di migliaia sostenitori di Ignazio Marino dopo l’annuncio delle sue dimissioni dalla carica di sindaco di Roma.
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Partito, anti-partito, Super-partito

Cosa temono coloro i quali denuncia la nascita del “partito della nazione”? E’ il “Centro stabile e inamovibile” di cui parlava Paolo Farneti? Oppure, si paventa la creazione di un Super-partito, anticamera del partito unico a comando carismatico, come espressione della crisi democratica?

Quali sono le linee ideo-programmatiche su cui si va riorganizzando il sistema politico italiano? Quali le nuove linee di divisione della nuova realtà politica in fieri?

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Bibliografia :

Mauro Calise : “Dopo la partitocrazia”

Paolo Farneti : “Il sistema dei partiti in Italia”

Marialuisa-Lucia Sergio : “Dall’antipartito al partito unico”

F. Orazi M. Socci : “Il grillismo”

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Berlusconi

Berlusconi è l’Uomo della Rappresentazione e non della trasformazione. La fase della Repubblica democratica incarnata da Berlusconi potremmo definirla quella della Grande Rappresentazione. Berlusconi ha cercato di rappresentare e rappresenta una fascia di italiani che ha coltivato l’ambizione di essere il Popolo italiano.

Io sono uno di Voi, Io sono come Voi : la sostanza del cosiddetto populismo berlusconiano è questa, una politica identitaria. E’ la fase della Repubblica in cui c’è bisogno di riconoscersi, identificarsi e non di autenticarsi.

Berlusconi è l’Uomo del Privato, cioè della società contro lo Stato (nel senso che lo specchio dello Stato non la riflette).

Berlusconi è la media e al tempo stesso il medium. Berlusconi è l’Uomo della televisione dentro la quale tende ad integrarsi, a rispecchiarsi e a mettersi in scena la “folla a distanza” (Gabriel Tarde).

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Empatia

L’uomo è naturalmente incline soltanto all’egoismo, all’avidità e alla competizione?  Alla domanda Frans de Waal, etologo e zoologo di fama mondiale, risponde con un deciso no.

L’età dell’empatia”, l’ultima sua fatica letteraria, spiega nel sottotitolo, che recita “lezioni dalla natura per una società più solidale”, il vero significato dell’opera.

Il tentativo è quello di rintracciare dopo un’analisi oggettiva delle caratteristiche più intime della natura umana il fondamento di una convivenza tra gli uomini sotto il segno del legame sociale e della solidarietà.

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Forme politiche e loro degenerazione

Sia Platone che Aristotele dedicano una parte delle loro speculazioni alla descrizione dei vari regimi politici e alle rispettive forme degenerate.

Per Platone la costituzione perfetta può essere o monarchica o aristocratica. La prima ha al suo vertice un governante-filosofo, la seconda è retta dalla classe dei sapienti.

Se fra tutti i reggitori uno ha il comando sugli altri la potremmo chiamar monarchia; se il comando è in mano a più persone aristocrazia

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La mente politica

La mente politicadi Drew Westen (Il SAggiatore, 441 pp., 20 euro), professore presso il Dipartimento di Psicologia, Psichiatria e Scienze comportamentali alla Emory University, è un libro «sulla scienza e la pratica della persuasione nella politica americana».

Che cosa guida le scelte degli elettori? Come si comportano al cospetto delle proposte avanzate da una formazione politica? Le elezioni, secondo l’autore che è anche consulente del partito democratico, si vincono o si perdono sui valori e sulle emozioni dell’elettorato, inclusi quei “sentimenti viscerali” che sintetizzano e scolpiscono le opinioni degli elettori su un candidato o un partito.
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Stato d’eccezione (in itinere)

La sovranità coincide con la decisione sullo stato d’eccezione. Sicché il punto fondamentale è stabilire chi è sovrano e in cosa consista il suo essere tale.
Carl Schmitt passa in rassegna alcuni autori classici della teoria politica per verificare e chiarire questo concetto.
Il primo autore ad essere esaminato è Jean Bodin. “Per sovranità s’intende quel potere assoluto e perpetuo che è proprio dello Stato” (Les Six Livres de la République). Il principe è vincolato ai ceti dalle promesse ma non nella situazione in cui “la necessità è urgente”.
Secondo Schmitt il punto cruciale è : le promesse che il principe fa ai ceti e al popolo annullano la sua sovranità? Bodin rinvia al caso in cui diviene necessario agire in contrasto con tali promesse, mutare le leggi o eliminarle. Chi decide?
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