Altruismo digitale, o il lato positivo del web

Non è vero che sul web prevalgono sempre le spinte e i comportamenti negativi. Sono esagerazioni mediatiche che enfatizzano la notizia o l’indagine del momento traendo generalizzazioni improprie da una porzione della realtà (mio articolo su “La Provincia Como-Sondrio-Lecco-Varese del 2014 sotto copyright).

Chi naviga su #Internet e frequenta i social network non può non conoscere il termine #selfie . Si è diffuso nel linguaggio corrente alla velocità della luce per via di milioni di foto che vip e persone comuni si fanno in proprio con smartphone e webcam postandole a getto continuo online. Per questo suo rapido propagarsi lo staff dell’Oxford Dictionaries Word of the Year ha scelto selfie come parola dell’anno.

Testo :

Potenza del web e di egocentrismo e narcisismo straripanti in rete, direte voi. Niente affatto. Non bisogna farsi un’idea sbagliata, perché il mondo online rappresenta anche un luogo dove cresce una tendenza opposta, altrettanto robusta, di “altruismo digitale”.

Gli utenti di Internet non sono intenti solamente a fotografarsi e ad osservare compiaciuti la loro immagine ma tantissimi internauti si adoperano per prestare la propria attività e donare agli altri in modo disinteressato mettendo da parte il proprio ego.
E’ più facile però che la comunicazione su quanto succede online sia parziale mettendo in risalto unicamente certi comportamenti, più spesso soffermandosi su aspetti fortemente negativi come cyberbullismo e cybercrime, sottolinea la psicologa Dana Klisanin. L’altruismo che si esplica attraverso il sistema dei nuovi media e le tecnologie mobili, aggiunge la studiosa statunitense, autrice di un pionieristico saggio sull’argomento, è un campo di ricerca poco approfondito ma non per questo il fenomeno è meno presente e sviluppato.
Internet è pieno di esempi nei quali gli individui esprimono la volontà di fare qualcosa per il prossimo. Le iniziative di volontariato hanno sempre un notevole riscontro nel cyberspazio. Ci sono siti di associazioni laiche e religiose che organizzano squadre di volontari all’estero – per missioni di solidarietà, assistenza umanitaria e soccorso in caso di disastri naturali – o a livello nazionale, vedi la #Focsiv in Italia, e locale. Esistono circuiti di impatto globale come UN Volunteers, FORUM o Digital Humanitarian Network, e reti ramificate sul piano territoriale, cattoliche e non, con proprie pagine su Facebook o Twitter, in grado di mobilitare migliaia di giovani e adulti che gratuitamente si adoperano per sostenere sul posto poveri, disabili, malati e immigrati in condizione di bisogno.

Ma una forma più peculiare della rete è quella del #cybervolontariato . Disponendo di computer e connesione a Internet un volontario può impegnarsi anche a distanza preparando volantini, traducendo testi, fornendo consulenze, realizzando video, amministrando siti, o più semplicemente rispondendo alle email.
Su un piano progettuale più complesso la partecipazione a Linux, Project Gutemberg e Wikipedia costituisce un’ulteriore manifestazione di altruismo di anonimi volontari che, a migliaia, contribuiscono creativamente al rafforzamento del bene superiore della conoscenza.

Un diverso modo di rendersi utili agli altri è quello di concorrere al finanziamento di singole cause, campagne e associazioni no-profit. Piattaforme web dedicate a questo scopo sono Causes e Rally.org. Il sito di raccolta fondi, o di crowdfunding donation, fondato negli Usa da Tom Serres nel 2004 e sbarcato in Europa nel febbraio 2013, permette a chiunque di devolvere piccole e grandi somme per supportare chi non ha denaro sufficiente a coprire le spese mediche, oppure per offrire regali ai bambini ricoverati in ospedale.
In alternativa, si può essere altruisti mediante l’acquisto in siti come Goodshop e Red.org che permettono di destinare alla beneficenza una parte del ricavato delle aziende affiliate.

Care2 è, invece, una comunità virtuale, ispirata a MySpace, che consente di promuovere una sorta di altruismo digitale quotidiano a favore di programmi di difesa ambientale, protezione animali e categorie più svantaggiate. Basta, a volte, un solo colpo di mouse per una donazione e con il sistema click-to-donate il visitatore senza sborsare niente dalle sue tasche trasferisce sugli sponsor l’onere del pagamento.
A portata di clic è pure il pulsante “donate now”, introdotto di recente da Facebook nelle pagine delle organizzazioni senza scopo di lucro, che tuttavia richiede all’utente di mettere mano al portafoglio.
Con lo stesso spirito è nata l’app di Google “One Today”. In questo caso, all’utente dotato di cellulare si chiede un minimo obolo di 1 dollaro a vantaggio di enti caritatevoli e no-profit. Sempre in ambito mobile si possono scaricare gratis applicazioni come Budge, che prevede un gioco tra amici in cui il perdente diventa donatore per un’associazione benefica, e Charity Miles che trasforma ogni chilometro di jogging in moneta sonante erogata dagli sponsor ad iniziative di solidarietà.

L’altruismo è anche il movente che anima il progetto “Impossible”, lanciato da Lily Cole, una giovane e famosa modella e attrice britannica. L’idea è quella di far sì che le persone possano trovare qualcuno capace di aiutarle, senza chiedere nulla in cambio, a realizzare i loro desideri come imparare a suonare o parlare una lingua. Impossible fa leva sulla generosità, una qualità innata degli esseri umani, sostiene con slancio idealista Lily Cole, che può ottenere nuovo vigore con Internet e la tecnologia mobile.

Scheda :

L’altruismo digitale rappresenta un fenomeno degno di nota ma ancora poco studiato, messo in ombra da tendenze di segno opposto come il selfie. Grazie a Internet e alla tecnologia mobile le persone possono avere a disposizione nuovi strumenti per aiutare gli altri. Sono molte le piattaforme, i siti web e le app per telefonini che incoraggiano gli utenti ad essere altruisti prestando gratuitamente la propria attività o finanziando progetti di solidarietà e assistenza ai più bisognosi. Volontariato e donazione online sono molto diffusi e sono soprattutto i più giovani con il loro idealismo a cavalcare l’onda dell’altruismo digitale.

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