Conviene che il M5S vada al governo a Roma?

Ascoltate bene in questo video la parte finale dell’intervento di Andrea Scanzi, chiamato nella trasmissione tv “Otto e mezzo” da Lilly Gruber a commentare i fatti politici italiani interloquendo con Alfio Marchini, candidato indipendente alla poltrona di Sindaco di Roma.

La tesi è questa :

“Io non sarei così sicuro che (per il Movimento 5 stelle) sarebbe perfetto vincere a Roma”.

Perchè – è questa l’argomentazione di Andrea Scanzi in veste di commentatore politico – nel caso in cui Virginia Raggi (candidata del M5S a Sindaco di Roma) governasse male esporrebbe il M5S a dure critiche che potrebbero avere conseguenze negative per le future successive elezioni politiche nazionali.

Le sue argomentazioni rievocano le frasi di Paola Taverna (senatrice M5s) la quale qualche mese fa dai microfoni di Radi Cusano disse : “Ho pensato che potrebbe essere in corso un complotto per far vincere il Movimento Cinque Stelle a Roma”.

Politica e crisi

Avete capito bene? Secondo Andrea Scanzi al M5S non converrebbe governare situazioni critiche. Come?! Ma il M5S è nato come prodotto della crisi italiana. E’ una conseguenza della crisi. E’ una fatto sociale prima che politico. Non a caso si chiamano cittadini. Il movimento rappresenta un fenomeno di ripoliticizzazione di strati sociali.

I “cittadini” riuniti sotto le insegne del M5S riconducono, del resto, alla politica le radici della crisi. La crisi, secondo la loro visione, è un dato che rimanda al ruolo dei vecchi partiti di cui si dovrebbe fare piazza pulita. A Roma il M5S ha accusato centro-destra e centro-sinistra di aver condotto la città nel baratro e aperto le porte a criminalità e mafia.

E allora? Secondo il commentatore politico Scanzi il M5s non dovrebbe puntare al governo della crisi romana. Non è paradossale e bizzarro che chi muove accuse così radicali e definitive possa respingere l’idea di un’ascesa al potere davanti a situazioni difficili?

Il test decisivo del governo della crisi

Votereste voi una nuova formazione politica che, scelta da milioni di cittadini sulla base di una valutazione fortemente negativa dell’operato di altre formazioni politiche, si rifiuta di dimostrare cosa è in grado di fare per rimediare alla crisi? Perché questa è la carta di presentazione davanti all’elettorato del M5S. I “cittadini” sostengono :

solo noi possiamo fare il bene del paese mentre gli altri partiti lo hanno mandato in rovina.

Come potrebbero essere candidabili al governo nazionale i cittadini del M5s senza prima aver superato prove fondamentali a livello locale?
A mio parere vale proprio il contrario di ciò che sostiene il commentatore politico Andrea Scanzi : Roma rappresenta un test decisivo per misurare la capacità di governo di una formazione politica che si proclama unica alternativa alla soluzione della crisi italiana. Senza prima aver dato riscontro politico in ambiti importanti non sono candidabili sul piano nazionale.
Conviene a tutti che il M5s affronti un esame impegnativo e si possa così saggiare il suo spessore politico.

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