Archivi del mese: maggio 2016

Conviene che il M5S vada al governo a Roma?

Ascoltate bene in questo video la parte finale dell’intervento di Andrea Scanzi, chiamato nella trasmissione tv “Otto e mezzo” da Lilly Gruber a commentare i fatti politici italiani interloquendo con Alfio Marchini, candidato indipendente alla poltrona di Sindaco di Roma.

La tesi è questa :

“Io non sarei così sicuro che (per il Movimento 5 stelle) sarebbe perfetto vincere a Roma”.

Perchè – è questa l’argomentazione di Andrea Scanzi in veste di commentatore politico – nel caso in cui Virginia Raggi (candidata del M5S a Sindaco di Roma) governasse male esporrebbe il M5S a dure critiche che potrebbero avere conseguenze negative per le future successive elezioni politiche nazionali.

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Sylos Labini e la crisi italiana

Pubblico l’Introduzione ad un libretto di Paolo Sylos Labini che risale al 1994 intitolato “La crisi italiana”. Labini era un economista e insegnava alla Facoltà di Statistica della Sapienza di Roma.

In questa breve premessa si cita la necessità di riformare lo Stato sociale e si affronta il tema delle caratteristiche del sistema economico italiano dove “l’area pubblica è fra le più estese dei paesi industrializzati”.

“In Italia – si legge – l’allargamento dell’intervento pubblico è stato favorito da correnti dottrinarie diverse, come la dottrina sociale cristiana, il keynesismo. il coroprativismo, il marxismo”. D’altra parte la “statizzazione”, che comunque è stato un processo esteso a diversi paesi, inclusi gli Usa, in Italia “ha significato controllo esercitato dai partiti sulle imprese e sulle banche statizzate, con vantaggi di potere e con vantaggi economici”. Labini argomenta, nel 1994, a favore delle privatizzazioni perché “l’allargamento dell’area statale è andato ben oltre i limiti fisiologici”. Tuttavia, l’atteggiamento favorevole di Labini verso il mercato, che delimita il campo progressista respingendo l’idolatria statalista, implica l’idea di un’attività regolamentata. Perché il mercato è “un complesso prodotto giuridico e istituzionale” e non un vuoto riempito da azioni di singoli mossi dal loro tornaconto personale.
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Marco Pannella, ultimo grande rètore della Prima Repubblica

Marco Pannella è stato l’ultimo grande rètore della prima fase della #Repubblica democratica e costituzionale italiana.

Era un uomo di movimento, più che di governo. Un politico che concepiva il suo agire politico come battaglia culturale e sociale, di promozione o di difesa di diritti. In questo senso, i radicali, con la leadership di Marco Pannella, costruivano (costruiscono) iniziativa politica (con una inventiva senza pari) per creare le condizioni del riconoscimento o della tutela di un diritto.
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Grillo capo politico e garante a vita di M5S mai eletto

Roberto Fico , parlamentare del Movimento 5 stelle, nonché presidente della Commissione Vigilanza Rai, intervistato da Corrado Formigli nella trasmissione “Piazza Pulita” dice testualmente :

“Secondo la normativa vigente Beppe Grillo è il capo politico di M5s e garante del movimento”.

Quindi Beppe Grillo è il capo politico, mai eletto, di una formazione politica che rivendica un livello superiore di democrazia (sic!). E’ evidente che, quanto a tasso di democrazia, #m5s rappresenta una forma regressiva non evolutiva della prassi democratica.
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Il bla-bla-bla anarco-qualunquista italiano

In Italia, in 150 anni di storia unitaria la durata media dei governi è meno di 1 anno. Non stupisce, quindi, che, dopo un certo tempo dall’insediamento di un esecutivo, parta la cagnara dell’anarco-qualunquismo politico di massa (dentro e fuori dai siti istituzionali) per denigrare, ed eventualmente, far fuori un governo. Gazzettieri (mediatici e non), tromboni e trombettieri anarco-qualunquisti, cominciano a dire : sono tutti uguali, sono tutti ladri e bla-bla-bla.

La debolezza e la breve durata di un esecutivo inficiano, però, la possibilità di determinare politiche strategiche a lungo termine. In passato, nella prima fase della #Repubblica democratica, questa estrema volatilità dei governi era contro-bilanciata dalla permanenza al potere di un unico partito, la Democrazia Cristiana.
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