Archivi del mese: aprile 2015

Lotta senza tregua contro il male

Gli eroi di molte nuove serie televisive sono poliziotti che lottano senza tregua contro il male. Nel loro faccia a faccia con ogni risma di delinquenti, assassini e brutti ceffi agiscono in squadra, isolati o in coppia.

Come in “True Detective” – la serie antologica, pluripremiata, trasmessa in Italia da Sky Atlantic – in cui due sbirri, Marty Hart e Rust Cohle, vanno a caccia di un terribile e sanguinario serial killer per 17 anni.
La loro storia, avvincente e tormentata, ambientata nel territorio, magico e maledetto, della Louisiana, si svolge alla ricerca del mostro, “il peggiore di tutti”, che uccide e sevizia donne e bambini.
Non è facile scoprire e fermare il male, che penetra nelle pieghe della società e sfrutta a suo vantaggio le debolezze degli uomini. Combatterlo e sconfiggerlo è roba per caratteri forti, è affare per gente che non si piega. La lotta alle forze malvagie mette in pericolo il corpo ma mette a dura prova pure lo spirito. La presenza del male, infatti, instilla nella mente l’idea nichilista che non si possa uscire dal circolo infernale della violenza.

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Edward Snowden e l’individuo contro il Potere

La vicenda di #EdwardSnowden esemplifica l’idea, molto statunitense, che l’individuo comune, da solo, possa ribellarsi e sconfiggere il Potere e i suoi apparati di controllo.

Quello che teme una certa cultura americana è la sopraffazione del singolo cui il sistema assicura la tutela. L’individuo, dentro questa visione, si concepisce come una forza tanto potente quanto il potere organizzato.

E’ per questo che nella rappresentazione compare sovente nella forma del SuperEroe. Questa potenza dell’individuo viene descritta come la cura contro il male della concentrazione del potere e dell’associazione con fini maligni.

In Italia, la categoria e la prassi dell’individuo vindice del potere è quasi inesistente. Il Potere spesso si rappresenta contro il Popolo e intere forme sociali (società, famiglia, sindacati, ecc.). Nella critica al #Potere il singolo scompare dalla scena per far posto ad agenti collettivi cui l’individuo appare sempre inscritto.

L’individuo appare, al limite, in una forma d’eccezione che, però, è regressiva. Lì l’individuo è un valore, qui appare un disvalore. E’ l’ordine dell’inscrizione che annienta il Potere del singolo. Perciò bisogna annientare il sistema degli ordini per restituire valore all’individuo.

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