Matteo Renzi, nemico del popolo

Matteo Renzi è diventato il nuovo “nemico del popolo” per una certa parte della cosiddetta “sinistra”. “Sinistra” a cui l’attuale presidente del consiglio italiano, nonché segretario del PD, ha rivendicato fieramente l’appartenenza politica con un articolo pubblicato sul quotidiano “La Repubblica”.

Allora, il tema è : quale “sinistra”? Si potrebbe obiettare : basta la sola rivendicazione ad un campo della geografia politica per garantirne l’appartenenza?

La questione è molto impegnativa. Ma la querelle, dai toni accesi, rinvia ai fondamenti della costituzione di una formazione politica. Su quali basi si deve poggiare un’associazione politica? Deve rivolgersi a tutte le categorie o soltanto a certi ceti sociali?
La “vecchia sinistra” aveva come riferimento il mondo operaio, in particolare, e quindi aveva una visione selettiva degli interessi sociali. La sguardo della politica era puntato verso certe fasce sociali.
A queste categorie sociali la “sinistra” assegnava un ruolo storico di cambiamento della società. La sinistra era progressista perché mirava a proiettarsi verso una nuova fase di progresso della società, in cui certi problemi sarebbero stati risolti in meglio.

La concezione della politica, almeno teoricamente, era, dunque, fortemente dinamica. Il punto, però, è che l’architrave di questa visione, cioè la funzione attibuita a certe specifiche categorie sociali, è venuto meno. In certa parte della “vecchia sinistra” è rimasto il riferimento a determinati ceti sociali, dopo essere scomparso il tema del loro “ruolo storico”. Sicché, si è esaurito il dinamismo interno della teoria politica.
E’ rimasta la difesa di un “mondo sociale” con il quale si vorrebbe conservare una relazione prioritaria. La vocazione di una certa sinistra è quella della conservazione a difesa di determinate categorie sociali che però hanno cambiato esse stesse riferimenti politici.

Questo spirito “conservatore” resta come deposito politico della “vecchia sinistra”. A questa vecchia sinistra rimane, cioè, un atteggiamento di difesa senza più proiezione storica. Qui, sta la radice del “tradeunionismo” di questo spezzone storico della sinistra.

Continua

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Politica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...