Archivi del mese: agosto 2014

Stati Uniti e Isis sullo stesso piano?

Alessandro Di Battista parlamentare M5s ritorna sull’argomento trattato nel suo post del 16 agosto e rincara la dose. In un suo commento su Facebook chiarisce il suo punto di vista secondo cui

“la violenza indecente, barbara, inaccettabile che ha subito quel ragazzo (James Foley, decapitato da un miliziano dell’Isis ndr) sia, in parte, figlia della violenza indecente, barbara, inaccettabile subita dai detenuti nel carcere di Abu Ghraib. Le violenze commesse in quella prigione furono senz’altro figlie di quel desiderio di vendetta che molti americani hanno provato dopo l’indecente, barbaro, inaccettabile attentato alle Torri Gemelle quest’ultimo anche figlio dell’indecente, barbaro, inaccettabile imperialismo nordamericano (l’imperialismo non e’ soltanto nordamericano) che ha portato milioni di persone a morire di fame”.

Metodi

Qual è il centro della contestazione di Di Battista, depurato dalla retorica? I metodi, violenti, indecenti e barbari di Usa e Isis. Il problema, secondo il parlamentare M5s, sarebbero unicamente i metodi adottati dai “belligeranti”. Nessun accenno alle finalità dei gruppi in lotta.

L’approccio di Di Battista può essere accettato? No. Perché?
Ipotizziamo di essere semplici osservatori della realtà internazionale. Nel campo di battaglia ci sono due fazioni che si contendono la vittoria. La prima, una volta distrutto l’avversario, vuole instaurare una società in cui prevalgano libertà (religiosa ecc.) e diritti fondamentali mentre la seconda intende far nascere una comunità in cui c’è posto solo per chi si professa islamico, senza libertà di culto, di associazione ecc. Entrambi sono disposti ad usare mezzi violenti e brutali per affermarsi. Il prevalere dell’una o dell’altra fazione è indifferente per Di Battista?
Se nella lotta in corso, sfortunatamente, dovesse vincere l’Isis che sgozza, converte gli infedeli non musulmani, perseguita le minoranze e riduce in schiavitù le donne, non sarebbe la stessa cosa se dovessero ottenere la vittoria forze più tolleranti e moderate. Isis e Stati Uniti non sono uguali sul piano dei fini. Una distinzione determinante.

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ISIS, sfida rezionaria globale

Avrebbe certamente di che lamentarsi Alessandro Di Battista (parlamentare #M5s ) nel leggere commenti e titoli al suo post del 16 agosto, pubblicato sul blog BeppeGrillo.it. Gente che non capisce le sfumature e va giù con l’accetta. Alcune sue affermazioni, decontestualizzate, sono oggetto di critica e scherno sui social media e sui giornali. Gente abituata a semplificare troppo, senza scorrere bene tutto il testo.

Di Battista può essere accusato di sostenere il gruppo ISIS (Islamic State of Iraq and al-Sham – jihadisti sunniti) che ha proclamato il Califfato in una zona tra la Siria e l’Iraq? No, perché accetta di qualificare questo gruppo come terrorista, metodo che non giustifica o approva. Eppure, rimane un fondo di ambiguità nel suo discorso.
Il terrorismo è un cancro, sostiene il parlamentare 5stelle, ma è un effetto non una causa. Di cosa è conseguenza? Dell’ingiustizia sociale. Chi e cosa l’ha determinata? Non è ben chiaro. Le cause sono solo esterne? O interne?

PS : La questione se il terrorismo nasca dal fanatismo o sia una “risposta a uno stato di cose percepito come profondamente, inaccettabilmente ingiusto” è stata affrontata da Franco Cardini (“La paura e l’arroganza”).
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I Robot rubano il lavoro agli esseri umani?

Sono divisi gli esperti interpellati dal Pew Research Center sull’impatto della robotica e dell’intelligenza artificiale sull’economia e sull’occupazione.

I più pessimisti pensano che l’uso di robot porterà a disoccupazione, diseguaglianza e rottura dell’ordine sociale.

Gli ottimisti, al contrario, ritengono che ci saranno più posti di lavoro di quelli sostituiti dall’automazione e dalle macchine.

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