Archivi del mese: luglio 2014

Stallo istituzionale e regressione economica

“Lazzaro alzati e cammina, resuscita un pezzo alla volta la volontà” Subsonica

 

L’Italia si sta incartando. Il rischio più forte, adesso, è quello della paralisi. Stallo sul piano istituzionale e regressione economica : questo è lo scenario terribile davanti a noi.

Molti problemi dipendono dall’indirizzo europeo ma altri, gravi, dalle tendenze involutive del nostro paese.

Centro-destra

Il centro-destra è una subordinata al Partito democratico, che detta l’agenda politica, perché la sua attività di governo ha dimostrato la sua inconsistenza davanti alla crisi. Con Berlusconi premier, l’Italia ha subito la crisi, l’ha prima negata e in seguito con Tremonti ha rifiutato un approccio riformista : in periodi di crisi, sosteneva l’ex ministro, non si fanno riforme.

Sono le caratteristiche della leadership berlusconiana ad essersi rivelate inadeguate ad affrontare la crisi. Berlusconi si è messo alla coda del popolo gentificato.

Leadership

La crisi richiede una leadership e un partito che si mettano alla testa dei processi politici sollecitando un cambiamento e facendo affidamento sulle forze sociali più dinamiche per trascinare il paese fuori dalle sabbie mobili.

In certe circostanze storiche, tirare a campare e tirare i remi in barca vuol dire tirare le cuoia.

E Renzi?

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Ci vuole un cambio di sistema per la svolta in Italia

Alles in bewegung

Per avere una svolta economica in Italia tutte le forze e ogni azione devono essere orientate a creare lavoro, allargare la base lavorativa e ridistribuire la ricchezza in modo più sostanziale.
Il non lavoro e il lavoro morto si stanno mangiando il lavoro vivo. Occorre una mobilitazione straordinaria e misure consone alla situazione. Bisogna guardare le cose da un angolatura diversa e anche i pensionati devono essere rimessi nel circolo dell’attività lavorativa. Basta cincischiare.
L’Italia che è andata a votare ha scelto una ipotesi di socialismo liberale moderno. Che deve essere però socialista e  liberale conseguente.

 

Dialettica del movimento

 

Le forze dell’inerzia e della stasi in Italia sono più forti di quelle del movimento.
Giovani, donne e immigrati sono i tre fattori che possono e devono imprimere nuovo dinamismo ad un sistema sociale cristallizzato e contestare gli assetti di potere delle cariatidi inamovibili.
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