Europa tra nazionalismo e democrazia

“Nous sommes, nous sommes
La Nation des Droits de l’Homme.
Nous sommes, nous sommes
La Nation de la Tolérance.
Nous sommes, nous sommes
La Nation des Lumières”.

Damien Saez  – Fils de France

Della natura di M5s, del principio carismatico che fagocita la democrazia p2p, dell’erraticità, del progresso economico che viene meno in una società materialista, della ricerca di una nuova misura solidaristica in una comunità pervasa dal particolarismo, di un interesse generale che non è semplice sommatoria dell’interesse individuale, di un’ideologia bellicista che sopravvive nonostante la crisi delle ideologie, di un nazionalismo superstite che non si coniuga con l’idea di democrazia.

Natura di M5s

Dove sta andando M5s? Dove sta conducendo quest’area politica la leadership erratica e il suo auto-nominatosi capo politico Beppe Grillo?

Sembrava che l’approdo naturale di M5s in Europa fosse nel gruppo dei Verdi. Sin dall’inizio M5s si è caratterizzata per l’agitazione di contenuti ambientalisti e da un radicalismo ecologista che propugnava l’instaurazione di un nuovo modello di sviluppo. Sembrava in origine che la rivendicazione della democrazia diretta costituisse il quadro di teoria politica paragonabile alla funzione che a suo tempo il marxismo aveva avuto nei Grunen tedeschi. Il movimento verde naturalmente si è andato via via autonomizzando definendo un profilo a sé distante dalla posizione “destra” e “sinistra”.

La traiettoria di M5s sta però cambiando con una piega che pare deviare nettamente dall’indirizzo originario. La leadership carismatica insindacabile di Grillo ha cannibalizzato il carattere di orizzontalità del movimento. Il principio carismatico entra cioè in contraddizione con il principio di organizzazione democratica.

Non solo. Quello che pareva un movimento politico della democrazia espansiva, anche se con uno sviluppo confuso, ha assunto via via i connotati di un populismo demagogico illiberale pregno di odio e rancore e con tratti miliziani pericolosi e involutivi. Il M5s non ha in sostanza definito un proprio asse di programma politico ma si è fatto definire dal malessere di massa e dal revanchismo sociale anti-casta.

Il M5s non ha interpretato e organizzato una domanda politica davanti alla crisi ma ha in modo erratico rappresentato unicamente la valvola di sfogo della rabbia sociale e delle pulsioni più distruttive provenienti dal corpo sociale. La responsabilità va tutta in capo a Grillo e al suo inner circle.

Nazionalismo senza democrazia

Il Front National è destra che rimane nel quadro di un sistema democratico o è fuori da questo confine? Discutere del carattere di questa forza, diventata primo partito in Francia resta decisivo. Lo stesso problema riguarda Jobbik, Alba Dorata e Ata, a quanto pare prossimi alleati della Lega Nord.

Le difficoltà, gli errori, anche gravi, nello sviluppo dell’Unione europea e dell’euro ha fatto risorgere la rivendicazione di una sovranità nazionale contro il passaggio ad un sistema di integrazione sovranazionale.

Il punto è : questo processo rafforza, allarga e tutela maggiormente le condizioni di vita e i diritti dei cittadini e la democrazia, costituendo un nuovo modello più avanzato di cittadinanza, o li indebolisce (vedi Sabino Cassese “Il Diritto Globale”)?

Esaminare l’impatto del progetto dell’Unione europea e definire le risposte ai suoi difetti sarà determinante per il suo successo o per il suo fallimento.

Il possibile ritorno alla sovranità nazionale, cioè ad uno status quo ante, di per sé non sarebbe così spaventoso. Il rischio è però che la ripresa dell’idea nazionale diventi appannaggio di formazioni politiche illiberali e anti-democratiche. Il nazionalismo, di “destra” o di “sinistra”, non necessariamente si coniuga con i principi e le libertà democratiche.

Il Front National di Le Pen è destra compatibile con i principi e i valori di un ordinamento democratico? L’Ukip di Nigel Farage è populismo che tende a debordare dalle libertà democratiche e dai diritti fondamentali? Alba Dorata non è destra fascista? Jobbik è neonazista? Determinare il carattere e la natura di questi partiti è operazione essenziale per il futuro dei popoli europei e il mantenimento dei suoi raggiungimenti democratici.

Post Scriptum :

Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, sostiene che “nessuno poi può permettersi di dare etichette di democraticità ad un partito legittimato dal voto popolare e soprattutto al primo partito di Francia”. Strana e pericolosa tesi, perlatro condivisa da Giovanni Toti e Paolo Romani di Forza Italia. Non furono legittimati dal voto popolare fascisti, nazisti e comunisti totalitari prima che instaurassero regimi illiberali e dittatoriali?

La patente di democraticità e il carattere democratico di una forza politica lo stabilisce il programma e le posizioni politiche. Il voto non cancella l’eventuale illiberalità e anti-democraticità di una formazione politica.
Tra forze politiche democratiche ci possono naturalmente essere anche differenze sensibili su vari temi, dai diritti civili, all’immigrazione, o sull’organizzazione delle istituzioni politiche (presidenzialismo, parlamentarismo ecc.). Le diverse posizioni vanno rispettate e difese nella loro diversità se rimangono in un quadro di valori e principi di sistema democratico.
Ma nessuna legittimità politica può essere data a gruppi che intendono distruggere la democrazia e i diritti fondamentali costituzionalizzati.

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