Archivi del mese: marzo 2014

Bugiardi 2.0 e comici

Di comici che chiedono milioni alle aziende statali e fanno la morale agli altri, di bugiardi e fake 2.0, di conduttori tv e calciatori ultramilionari inutili pagati più di manager utili, degli anni in cui più cresce la disillusione e lo smarrimento spirituale più si rivela la potenza dell’illusione.

“You have to draw the line, sometime” Easterhouse

“I “piccoli” e i “senza gradi”, come li chiama Le Pen, non si accontentano di soffrire ma possono riconoscersi in un demagogo “virile” che promette loro una rivincita.
L’oblio del reale è (….) la tentazione permanente di una politica che l’assorbilmento mediatico riduce quasi a nulla”. (P. Taguieff)

“Propaganda è l’arte di far credere ad altri ciò che noi stessi non crediamo” (J. Huizinga)

“E’ proprio nella natura di una crisi che una decisione tardi a venire anche se è già matura. Ed è altresì proprio della crisi che rimanga irrisolta la scelta circa la decisione. L’incertezza generale in una situazione critica è dunque compenetrata da una certezza che – senza che si possa precisare quando e come – la fine della condizione critica è imminente. La soluzione possibile resta incerta, ma la fine stessa, un capovolgimento dei rapporti esistenti – minaccioso e temuto, oppure invocato con lieta speranza – è assicurato agli uomini. La crisi riserva il problema al futuro storico”. (Reinhart Koselleck)

FWIW (For What It’s Worth)

Maschere e mascherate online e offline

#Grillo è contro il sistema, #Berlusconi è contro il sistema, #Renzi è contro il sistema. Chi c’è allora dentro questo sistema?
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Tecnolatria democraticista

Per risalire alle scaturigini di una certa tecnolatria democraticista in voga anche in Italia riporto questo noto passaggio di un testo di Marshall McLuhan :

“Con velocità istantanea l’audience si trasforma in attore, e gli spettatori diventano partecipanti. Sulla nave Terra o nel teatro globale, l’audience e l’equipaggio divengono attori, dei produttori piuttosto che dei consumatori…..La possibilità della partecipazione pubblica diviene una sorta di imperativo tecnologico che è stato chiamato <> : se qualcosa può essere fatta deve essere fatta – una specie di canto delle sirene del desiderio di evoluzione”.

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Veri detective

Dei veri detective che sono come preti. Di quanto per i piccoli sporchi uomini sia difficile resistere al male. Di come i poliziotti siano rispettabili perché conoscono la linea che separa gli uomini dall’abisso del male.

Di come si è veri detective soltanto andando a fondo finalmente scoprendo la verità. Di come per il male, quello vero, non ci sia possibilità di perdono ma solo la punizione della morte. Di come bisogna distinguere le debolezze umane dal male vero. Di come questo male vada schiacciato perché imperdonabile e irredimibile.


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Dopo selfie quale sarà la nuova parola più popolare sul web?

Dopo che selfie ha ricevuto nel 2013 il riconoscimento dell’Oxford Dictionary i ricercatori inglesi hanno iniziato la caccia alla prossima parola dell’anno su Twitter.

Il progetto promosso dalla Aston University, che ha sede a Birminghan, in Inghilterra, ha l’obiettivo di scoprire il termine più popolare scavando tra oltre un miliardo di tweet postati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
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12 anni schiavo

E’ il 1841, siamo nel territorio degli Stati Uniti, e Solomon Northup è un negro che vive libero nello Stato di New York. Nel nord la schiavitù è stata abolita mentre in altre parti del paese è ancora vigente.

Così quando Salomon viene rapito dai commercianti di schiavi sperimenta il passaggio dalla libertà ad una condizione di schiavitù.

In uno stesso paese nel XIX secolo si può essere liberi e schiavi. Il regista ci fornisce una rassegna dei vari punti di vista sulla schiavitù. C’è il bianco che la giustifica, quello che la rifiuta, e il nero che l’accetta; chi si rassegna e chi è disposto a fare di tutto per uscirne fuori. C’è il padrone bianco e la padrona nera ma anche lo schiavo nero fianco a fianco a quello bianco.

E’ il multiverso della condizione umana.


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