Sono solo parole

Del silenzio taciturno (Verschwiegenheit) e della chiacchiera, della psicologia della propaganda, del logos spermatikos, della crisi come malattia, di fiumi gonfi, dell’umor cupo del crepuscolo, di scontento e rabbia parlamentarizzata e di parole.

“Sono solo parole” Noemi

“Matteotti descrisse alla Camera gli assalti e le distruzioni che avevano colpito in un breve giro di tempo le camere del lavoro di Bologna, di Ferrara, di Modena, di Rovigo…..e le illustrò con la citazione dei giornali fascisti, La fiamma, L’assalto, Il pugnale e di articoli intitolati La parola alle rivoltelle, che dichiaravano : “Noi arriveremo anche alla guerra civile”. Enzo Santarelli

Fascismo

Il movimento fascista, come denunciò Luigi Salvatorelli il 21 dicembre 1922, mostrò subito, una volta insediatosi al potere, il carattere “di una vera rivoluzione sboccante in una dittatura”. Il fascismo però si era fatto strada – in un quadro storico post prima guerra mondiale caratterizzato da scontri politici sanguinari, aggressioni fisiche a parlamentari e tra militanti, manifestazioni popolari e scioperi violenti, lotte contro il carovita, occupazioni delle terre – anche “distruggendo, spianandosi la via con la bruta violenza”.

Il M5S ha portato in parlamento la rabbia e lo scontento di una parte importante della popolazione italiana, giovani in testa, più duramente colpita dalla crisi economica. E’ l’espressione di una certa intransigenza rozza ma efficace nel momento in cui l’attività all’interno delle istituzioni resta quella del controllo sull’operato delle altre formazioni al governo. M5s costituisce un distaccamento, interno alle istituzioni, della vigilanza dal basso di un segmento della società.
Come si fa ad accordare con altre forze quando il suo compito è quello di monitorarle e schiantarle? Il M5s è un’espressione politica della tendenza alla sorveglianza capillare così come emerge dalla Rete. In parte fenomeno democratico, in parte cripto-totalitario.

Mentre i cinquestelle però rifiutano ogni accordo e mediazione politica gli altri si accordano e mediano stringendo all’angolo un competitor. Il programma dei pentastellati è forte in tema di attacco alle ruberie della “politica” ma debole, anzi debolissimo e vago, sugli argomenti economici e istituzionali.

Solo parole

La fraseologia grillina e dei pentastellati costituisce l’impasto linguistico della fase regressiva della Repubblica democratica italiana. Sono le parole della vita degradata e degenerata, dell’esistenza offesa e non rispettata, delle relazioni immarcescite e purulente. E’ la lingua che attinge ai pozzi inquinati e avvelenati dal “porcile” del nostro tempo, dei rapporti deteriorati e immiseriti tra le persone. Sono le frasi che si aggiungono al sibilo del potere, alle urla della prepotenza delle bande predone, agli schiamazzi sguaiati della marmaglia, alle grida impotenti delle masse abbrutite, al chiacchiericcio della (peto)politica e del discorso pubblico che si è riposizionato a livello dei gas di scarico del corpo sociale.

Continua

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