Prostituzione, corpo freddo

Meretricio del 10%

Un giro di minori baby-prostitute è stato scoperto a #Roma . Ha suscitato l’interesse dei media sapere che le ragazzine squillo appartenevano ad uno dei quartieri bene della Capitale. A frequentare le lolite romane, dicono le cronache, una vasta schiera di professionisti, avvocati, commercialisti, ingegneri.

Il #sesso a pagamento, naturalmente, non è circoscritto ad una determinata area sociale. Le scorribande a prestazione del predone maschio sul corpo delle donne avvenivano nel passato come nel presente. La #prostituzione è un disciplinamento, una regolazione, a volte non autorizzata ma tollerata, della pretesa maschile di avere il corpo femminile a propria disposizione, a proprio uso e consumo.
Secondo Bloomberg, come riferisce il documentario “Inside Job”, i broker di derivati di New York spendevano il 5% delle loro entrate in intrattenimenti come prostituzione e droga. Il ricorso a mezzani e prostitute fa parte del modo di vita dell’1% dei ricconi privilegiati statunitensi.
A Roma e a Milano le cose non cambiano. Anche il 10% dei ricchi italiani è di casa nel bordello.

Corpo freddo

Non abitano più il proprio #corpo queste minorenni, sostiene una psicologa. Sembrano lontane, distanti. Perché? Cos’è la prostituzione?
Che fa una prostituta? La prostituzione scinde l’atto corporale dall’aspetto spirituale restituendoci la scissione tra mente e corpo che diventa materia di sfuttamento commerciale.
Nell’esercizio della prostituzione c’è una sterilizzazione della passione inscritta nel corpo perché siamo davanti ad un freddo calcolo sul corpo, sul corpo della prostituta, concepito come una macchina da cui ricavare denaro.
Nell’amore libero l’aspetto del piacere non è disgiunto dal coinvolgimento di corpo e anima perché quel corpo desiderato si unisce al desiderio rivolto alla persona.
Nell’ “amore” mercenario questo non avviene perché chi paga prende il corpo, il corpo senz’anima, disanimato.

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