Del carisma e della morale in politica

“La sessualità umana è stata, resta e resterà uno dei temi cruciali della nostra vita individuale e collettiva. Essa, infatti, è quanto di più intimo e personale vi sia ma nello stesso tempo è strutturalmente ed intrinsecamente sociale, essendo a tutti gli effetti un obbligo a confrontarsi e relazionarsi all’altro” “El più soave et dolce et dilectevole et gratiozo bochone” – Costantino Cipolla, Giancarlo Malacarne

“…..a Roma la dimensione privata della vita pubblica era anche più importante : certi imperatori sono stati rovesciati meno a causa della loro politica che non dell’immoralità della loro vita privata o delle idee megalomani di cui avevano piena la testa; queste cose infangavano e umiliavano la fierezza dei governati ” Paul Veyne – “La vita privata nell’Impero romano”

Carisma

Alcuni personaggi televisivi, e non, sono dominati dalla figura di Silvio Berlusconi. Cristallizzano il dibattito politico intorno alla sua vita e alle sue azioni. E’ la forza del fattore carismatico che si impone nelle loro stesse vite ed esistenze. Sono sopraffatti e vinti mentre vogliono dare l’impressione di ribellarsi tenacemente al suo strapotere che invece una volta di più si riafferma e si riconferma.
Tutto quello che si doveva sapere si sa. Le caratteristiche dell’uomo sono ormai arcinote.

Piuttosto bisognerebbe chiedersi è : come mai il letto dei potenti diventa l’ufficio di collocamento e un’agenzia di sostegno di un vasto campionario di umanità? Quanto è ampia, in quali ambiti è diffusa, e quanto è legittimata socialmente e perché questa modalità di assistenza e collocazione lavorativa?

Morale

Per alcuni immoralisti i “moralisti” sono coloro i quali cercano di ispirare l’agire politico ad alcuni principi morali. Altri immoralisti contestano al “moralismo” l’applicazione rigorosa a tutti dei principi morali che loro invece vorrebbero derogabili a favore di qualcuno e di se stessi.
C’è di più però. Un certo immoralismo eccepisce la necessità stessa di stabilire e condividere un principio morale generalmente valido. In questo modo si dissolve il criterio in base al quale è possibile definire ciò che è bene e ciò che è male.
Questa tendenza si fa strada e arriva al livello politico partendo dalla sfera privata. “Nella vita privata, ciascuno fa quello che gli pare e piace”, si dice nelle stanze familiari così come nei corridoi del potere.
L’agire privato viene esonerato dalla critica nel momento in cui si dichiara l’inesistenza di un principio generale che possa portare a distinguere bene e male dei comportamenti. Il comandamento non ha effetto perché scompare l’illecito morale. Non c’è più legge, obbligo morale dentro di sé davanti all’individuo che sancisce il proprio arbitrio, la propria indisponibilità interna a riconoscere norme e criteri generali di distinzione tra bene e male.
Il virus della dissoluzione della norma morale nell’agire privato perciò si diffonde dentro il circuito della politica.

Logica dello scambio (quid pro quo)

Tutto può essere comprato e venduto. Qualsiasi bene, materiale e immateriale, può essere soggetto a compravendita e incluso nel regime dello scambio. Questa logica si è impadronita e pervade l’insieme delle relazioni sociali. L’uomo, la donna, conta in quanto elemento scambiabile. Più si ha, più si conta. Esisto in quanto ho (qualcosa da scambiare). Da questo punto di vista l’Apparire è un derivato (o l’estensione visiva) dello scambio. Il potere si risolve nella ragione di scambio. Scambiare è anche “far comparire una cosa diversa da quella che è”.
Questa sembra essere l’essenza dell’epoca che si basa sul principio dello scambio generalizzato che include aspetti spirituali e corporei in modo illimitato e osceno (ob-sceno, fuori scena).
Il traffico globale possono essere il vortice dentro il quale gli uomini rischiano di essere inghiottiti. “L’atteggiamento implicito del consumismo è quello dell’inghiottimento del mondo intero” (E. Fromm).

Non negoziabile

Esiste un bene, qualcosa di noi che non può rientrare nell’ambito dello scambio e non oggetto di negoziato? Nel libro di Antonio Cassese “I diritti umani oggi” viene riportato “il caso del nano e il Consiglio di Stato francese”. Nel 1991 la discoteca di un piccolo paese della Francia decise di inserire nei suoi spettacoli il lancio del nano, dando la possibilità agli spettatori di partecipare alla gara a chi lanciasse più lontano un nano. Il sindaco vietò lo spettacolo ma la società che lo gestiva fece riscorso alla magistratura fino a che il caso non arrivò al Consiglio di stato francese.

Il supremo organo diede ragione al sindaco citando le leggi francesi e l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo osservò che utilizzare “come proiettile una persona affetta da un handicap fisico e presentata come tale…..lede la dignità della persona umana”.
Il Consiglio di Stato ammise che nel caso di specie “il nano aveva liberamente scelto di prestarsi allo spettacolo”, e che anzi invocava il principio del “diritto al lavoro” e “la libertà dell’impresa e del commercio”. Esso ritenne però “che il rispetto della dignità della persona umana dovesse prevalere sia sulla volontà del nano sia sui diritti di libertà da lui accampati”. “Un essere umano – aggiunge Cassese – non può volontariamente rinunciare alla propria dignità. A maggior ragione quella dignità deve essere rispettata dagli altri”.
C’è uno spazio in cui lo scambio non può entrare e quando i mercanti lo violano bisogna ricacciarli indietro.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Politica, Società

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...