Fiducia al Governo Letta

“I’m gonna pull it, pull it, pull the trigger”

AC/DC

Protagonismo cattolico

Il governo #Letta , coadiuvato dal Presidente della #Repubblica Giorgio #Napolitano , ha superato la prova della fiducia in #Parlamento . Se non è stata una giornata storica si tratta di un passaggio decisivo della politica italiana.

Chi ha vinto? Chi ha perso?

Il #cattolicesimo politico democratico è risorto dalla crisi del sistema politico nazionale. In uno degli incroci più delicati e complessi della storia italiana, davanti alla dialettica delle nullità e del peggio, la cultura cattolica italiana riemerge come nucleo forte dimostrando il suo rinnovato protagonismo e la sua capacità di rappresentare un perno della Repubblica democratica e costituzionale contro i rischi di dinamiche regressive anti-istituzionali.

Le fondamenta dello Stato di diritto sono sorrette ancora una volta dalla re-azione del cattolicesimo democratico che si avvia ad essere la guida di una nuova fase cercando di lasciarsi dietro di sé la coda velenosa della cd Seconda Repubblica.

Può darsi che questa azione concertata, questo fuoco incrociato delle diverse diramazioni del cattolicesimo politico significherà una nuova ristrutturazione del quadro politico.

Rappresentanza

#Berlusconi, imprenditore di primissimo piano, in quanto fattore politico non è stato e non è un creatore di un nuovo ordine ma è mera rappresentanza. Che sia l’Uomo della rappresentanza lo testimonia in modo inequivoco la decisione al Senato di votare la fiducia al governo Letta.

Tramite Berlusconi la società rappresentata crede di poter vivere in versione originale mentre la maschera dell’attore politico interpreta il personaggio cool del momento per fissare il rapporto rappresentativo.

La realtà è mobile e per stabilire la relazione bisogna spostarsi se necessario. Quello che conta in questa logica è la “congruenza” (Miller e Stokes). L’identità ritrovata supera la contraddizione, perciò non c’è “marcia indietro”.

Moderatismo o radicalismo?

Nei palazzi si moltiplicano gli appelli al moderatismo. Ma nella società non cova il risentimento e cresce il radicalismo? L’attore può vestire i panni del moderato quando il suo pubblico vuole che urli, s’indigni, si sbracci e inveisca? Quale personaggio deve evocare la rappresentazione?

Per tornare a fare il pieno di biglietti al botteghino e mantenere l’attenzione dell’audience pagante servono le buone maniere, l’aplomb e la routine istituzionale, o i gesti da scalmanato, le pose da uno-di-noi bastonato, i toni comizianti e purificatori? Occhio : il copione dettato dalla realtà è da sceneggiatura drammatica.

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