Archivi del mese: ottobre 2013

Consumo dei media negli Usa

L’utilizzo dei media negli Stati Uniti è massivo. #Internet,# tv, #radio, #telefono e #computer equivale ad un flusso multimediale annuale consumato da famiglie e individui pari a 6,9 zettabyte, o 6,9 milioni di gigabyte.

E’ quanto risulta nell’indagine “How Much Media? 2013 Report on American Consumers,” realizzata dall’Institute for Communications Technology Management (CTM) e sponsorizzata da un gruppo di società tra cui Alcatel-Lucent, AT&T, Cisco Systems, HP, PricewaterhouseCoopers, e Verizon Wireless.

Nel 2015 si prevede che gli americani aumenteranno ancora di più il consumo dei media raggiungedo quota 1,7 trilioni di ore pari ad una media di 15,5 ore consumate al giorno a persona. Crescerà la messaggistica via cellulare, con un tasso di incremento annuale del 27% dal 2012, il consumo di video su Internet passerà da 3 ore a 6 ore al mese e il totale annuale delle ore passate su Facebook e Youtube da una cifra di 6,3 miliardi arriverà a 35,2 miliardi con un tasso annuale di crescita del 28%.
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Giovani Millennials sulla tecnologia meno acritici

Eucondrio

E’ un luogo comune credere che i giovani adottino la tecnologia in maniera entusiastica mentre i più anziani la temano e facciano resistenza alla loro introduzione. Le cose non stanno esattamente in questo modo e l’indagine Intel Innovation Barometer mette in dubbio questa immagine stereotipata.

Secondo i dati raccolti, i Millennial, ragazzi di età tra i 18 e i 24 anni, pensano a larga maggioranza (61%) che la tecnologia renda le persone meno umane e che la società faccia troppo affidamento sui mezzi tecnologici (59%).

La ricerca, condotta da Penn Schoen Berland tra il 28 luglio e il 15 agosto 2013, su un campione di 12.000 adulti di otto diversi paesi (Brasile, Usa, Giappone, Cina, India, Indonesia, Francia e Italia), fa emergere anche un forte ottimismo verso la tecnologia delle donne di una certa età, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

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Del carisma e della morale in politica

“La sessualità umana è stata, resta e resterà uno dei temi cruciali della nostra vita individuale e collettiva. Essa, infatti, è quanto di più intimo e personale vi sia ma nello stesso tempo è strutturalmente ed intrinsecamente sociale, essendo a tutti gli effetti un obbligo a confrontarsi e relazionarsi all’altro” “El più soave et dolce et dilectevole et gratiozo bochone” – Costantino Cipolla, Giancarlo Malacarne

“…..a Roma la dimensione privata della vita pubblica era anche più importante : certi imperatori sono stati rovesciati meno a causa della loro politica che non dell’immoralità della loro vita privata o delle idee megalomani di cui avevano piena la testa; queste cose infangavano e umiliavano la fierezza dei governati ” Paul Veyne – “La vita privata nell’Impero romano”

Carisma

Alcuni personaggi televisivi, e non, sono dominati dalla figura di Silvio Berlusconi. Cristallizzano il dibattito politico intorno alla sua vita e alle sue azioni. E’ la forza del fattore carismatico che si impone nelle loro stesse vite ed esistenze. Sono sopraffatti e vinti mentre vogliono dare l’impressione di ribellarsi tenacemente al suo strapotere che invece una volta di più si riafferma e si riconferma.
Tutto quello che si doveva sapere si sa. Le caratteristiche dell’uomo sono ormai arcinote.

Piuttosto bisognerebbe chiedersi è : come mai il letto dei potenti diventa l’ufficio di collocamento e un’agenzia di sostegno di un vasto campionario di umanità? Quanto è ampia, in quali ambiti è diffusa, e quanto è legittimata socialmente e perché questa modalità di assistenza e collocazione lavorativa?
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Giovani Millennials sulla tecnologia meno acritici

E’ un luogo comune credere che i giovani adottino la tecnologia in maniera entusiastica mentre i più anziani la temano e facciano resistenza alla loro introduzione. Le cose non stanno esattamente in questo modo e l’indagine Intel Innovation Barometer mette in dubbio questa immagine stereotipata.

Secondo i dati raccolti, i Millennial, ragazzi di età tra i 18 e i 24 anni, pensano a larga maggioranza (61%) che la tecnologia renda le persone meno umane e che la società faccia troppo affidamento sui mezzi tecnologici (59%).

La ricerca, condotta da Penn Schoen Berland tra il 28 luglio e il 15 agosto 2013, su un campione di 12.000 adulti di otto diversi paesi (Brasile, Usa, Giappone, Cina, India, Indonesia, Francia e Italia), fa emergere anche un forte ottimismo verso la tecnologia delle donne di una certa età, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
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Chiacchiera politica tv

“E’ solo un sogno che non riesco a catturare. E’ solo un sogno da decifrare. E’ solo un sogno che non riesco a ricordare”. The Gang&Macina

Produzione, consumo, e smaltimento della chiacchiera politica

Il processo di produzione della chiacchiera politica televisiva è incessante. Le chiacchiere si vendono un tanto al minuto, facendo le fortune dei pubblicitari, e gli intrattenitori inscenano continue gare di chiacchiera. Plotoni di ciarloni si sfidano a colpi di chiacchiera saltando da uno studio tv all’altro. Loquaci, afasici anomici, logorroici, garruli sfilano davanti alle telecamere in un ininterrotto streaming di parole esibite, calcolate, professate, improvvisate, sproloquiate, sventagliate, dissipate.

Al supermercato della chiacchiera politica ricorsiva si compra e si vende all’ingrosso e al dettaglio facendo buoni affari. I clienti possono trovare chiacchere confezionate o libere, pappette a base di chiacchiera, scatolette di chiacchiera pepata, bottigliette di chiacchiericcio melense, sughetti di chiacchierume all’arrabbiata già preparati, e perfino contorni di chiacchiera politica vintage da salotto ecc. ecc.

I presentatori da televendita di turno si travestono da sciamani per moltiplicare il pane della chiacchiera politica mentre la folla televisiva viene assuefatta ad assistere ad un nuovo miracolo dell’abbondanza parolaia.
La manna delle parole politiche scende dal cielo dell’etere attraverso gli schermi diffondendosi nel focolare domestico come fumus commissi delicti.
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Fiducia al Governo Letta

“I’m gonna pull it, pull it, pull the trigger”

AC/DC

Protagonismo cattolico

Il governo #Letta , coadiuvato dal Presidente della #Repubblica Giorgio #Napolitano , ha superato la prova della fiducia in #Parlamento . Se non è stata una giornata storica si tratta di un passaggio decisivo della politica italiana.

Chi ha vinto? Chi ha perso?

Il #cattolicesimo politico democratico è risorto dalla crisi del sistema politico nazionale. In uno degli incroci più delicati e complessi della storia italiana, davanti alla dialettica delle nullità e del peggio, la cultura cattolica italiana riemerge come nucleo forte dimostrando il suo rinnovato protagonismo e la sua capacità di rappresentare un perno della Repubblica democratica e costituzionale contro i rischi di dinamiche regressive anti-istituzionali.

Le fondamenta dello Stato di diritto sono sorrette ancora una volta dalla re-azione del cattolicesimo democratico che si avvia ad essere la guida di una nuova fase cercando di lasciarsi dietro di sé la coda velenosa della cd Seconda Repubblica.

Può darsi che questa azione concertata, questo fuoco incrociato delle diverse diramazioni del cattolicesimo politico significherà una nuova ristrutturazione del quadro politico.
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