Archivi del mese: settembre 2013

Doppiezza italiana

Paolo #Guzzanti ammonisce Barbara #Spinelli a non trasformare la storia d’Italia in un Romanzo criminale. E ha ragione perché la coppia legalità/illegalità non è l’unico criterio di interpretrazione della realtà e di giudizio della vita di uomini e donne. Alcuni tendono invece ad esaurire la valutazione dentro questo schema restituendo una visione parziale, a volte parzialissima, del reale.

Restando però al tema illegalità/legalità ed esaminandolo nella situazione italiana bisogna chiedersi : dove si colloca questo problema? Solo a livello della politica, delle sue strutture e del suo agire, o non è qualcosa che riguarda l’intera società italiana, il suo modo di essere e di pensare? Giampaolo Pansa, nel 1987, ha posto molto chiaramente la questione di come ad un certo punto non solo nella politica ma nella società italiana i confini tra lecito e illecito tendono a scomparire. Detto in altri termini e in modo più brutale : l’illegalità non è soltanto politica ma sociale.
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Scenari di crisi

Ri-dislocazione

Perché la #politica se la prende con la #magistratura se svolge compiti che vanno al di là della sua funzione? Questa “invasione” nel territorio di altri poteri costituzionali non sarebbe determinata da un’attitudine interna al potere giudiziario ma da una incapacità soprattutto del potere politico di presidiare i suoi confini.
Non solo : sarebbe il potere politico ad abbassare il ponte levatoio che apre l’ingresso al giudice “nemico”. La “patologia italiana”, sostiene Barbara Spinelli, sta qui ed è un fenomeno che viene da lontano. Da Tangentopoli, anzi da prima.
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Talento e relazioni

Piccola riflessione. Quanto conta il talento e quanto sono importanti le relazioni sociali? Puoi avere capacità ma senza relazioni non fai molta strada. Ci sono dei paesi in cui le relazioni sono più importanti delle capacità. In Italia contano più le relazioni del talento. Naturalmente questo è vero in linea di massima. Con eccezioni che confermano la regola, la tendenza generale. Quindi la selezione, in linea generale, la fanno le relazioni sociali, non le capacità del soggetto.
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Under the dome

Se un’intera cittadina dovesse restare intrappolata sotto una cupola trasparente che succederebbe?
Si proverebbe ad uscire. Ma se non si trovasse una via di fuga? Ogni collegamento con l’esterno è interrotto. Non si riesce nemmeno ad entrare ma solo a vedere l’altra parte finendo per essere dimenticati. La vita si svolge quindi soltanto nel chiuso dei rapporti interni. L’interno è la sola dimensione possibile.
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