M5S tra fiducia e rappresentanza

L’ostacolo principale sulla strada della costituzione di un governo capeggiato da #Bersani è il voto di fiducia. Questo passaggio istituzionale viene assimilato dal #M5S ad una alleanza #politica . Nel “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” si legge : “I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi”.

Pizzarotti in una intervista concessa a Lucia #Annunziata per la trasmissione “In 1/2” del 03/01/2013 ad un certo punto, lamentandosi del comportamento dei consiglieri del #PD a Parma, ha affermato : “Tante volte ci sono delle imposizioni di partito proprio a livello nazionale, quindi quando con i singoli consiglieri ci si riesce a parlare, si cerca un confronto e lo si trova, quando si va al voto certe volte ci si sente dire : ci asteniamo perché la linea del partito è questa, perché non si può votare a favore di una misura, salvo che non sia una misura condivisa a livello nazionale…..Bisogna invece basarsi sulle idee che uniscono”.


Poniamo per ipotesi che la situazione sia in termini rovesciati rispetto a quella attuale : che il M5S si trovi nella condizione del PD. Chiederebbe l’appoggio a forze parlamentari più vicine riguardo al programma? Chiederebbe a organizzazioni presenti in Parlamento di associarsi su punti condivisi per affrontare insieme il governo del paese? Si può basare la politica sul “tutto o niente”?
Il negoziato politico è alla base della repubblica parlamentare. E’ in #parlamento , grazie alla libera associazione tra forze rappresentanti, legittimate dal mandato ricevuto dagli elettori, che si formano i governi chiamati a guidare il paese. La legge elettorale costituisce un elemento importante per assicurare la governabilità ma non unico e di per sé sufficiente a garantirla o a precostituirla. In un “sistema” di “multipartitismo moderato” si costituiscono governi di coalizioni.

Quando una formazione politica rifiuta di considerare la possibilità di coalizione con altri soggetti politici occorre comprenderne i motivi.
Una delle obiezione degli esponenti del M5S potrebbe essere questa : “Il M5S rappresenta un movimento dei cittadini contro i partiti. Siamo la società contro i partiti”.
Ora, rivendicare di rappresentare in toto la società italiana, oltre ad essere un’ambizione “totalitaria”, costituisce una posizione distante dalla realtà dei fatti. Una parte della società italiana si riconosce in diverse formazioni politiche come succede normalmente nei paesi democratici. I partiti eletti sono sostenuti da vari spezzoni di società, che hanno propri esponenti al loro interno. Sostenere che i vari partiti presenti in parlamento siano estranei alla società non corrisponde al vero ed è una forzatura analitica, una estremizzazione destinata ad irrigidire una logica di scontro frontale. Invece di cercare convergenze si coltivano le divergenze, col risultato che nel momento in cui sarebbe possibile realizzare nel presente alcune concrete misure decisive di “moralizzazione” e trasformazione del sistema politico italiano, rischiamo di allontanarle ancora una volta nel futuro, nel pieno di una crisi dirompente i cui effetti possono diventare, col passare del tempo e prevalendo l’inerzia e l’inimicizia, catastrofici.
Il presidente #Napolitano ha richiamato tutti alla responsabilità.
Come ha chiarito Giovanni Sartori, essere responsabile significa sia “rispondente” sia “agire responsabilmente con tutta la competenza, prudenza e abilità che ogni rappresentato si aspetta e richiede dal suo rappresentante”. La democrazia richiede tanto l’uno che l’altro.

Ancora e per finire. #Grillo ha criticato l’art. 67 della Costituzione italiana che recita : “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Lo ha fatto in nome, come ricorda Marco Bracconi (vedi “Il mandato grillino”), di una logica di mandato imperativo. Soltanto che invocare il mandato imperativo, cioè un “rapporto strettamente vincolante tra rappresentanti e comunità rappresentate” (Fisichella), significa rimanere sul terreno della democrazia rappresentativa tanto negletta a Grillo, il quale vorrebbe instaurare la #democrazia diretta elettronica. Confusione o contraddizione o tutt’e due insieme?

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3 commenti

Archiviato in Politica

3 risposte a “M5S tra fiducia e rappresentanza

  1. A me sembra, ma vado a naso, che l’art.67 della costituzione metta al riparo le istituzioni proprio dai partiti. Non sono proprio i partiti che organizzano il consenso ed è, quindi, all’interno di essi che si svolge la dinamica tra rappresentanti e comunità rappresentate? Quindi Grillo attaccando l’art.67 non difende i partiti? specialmente il suo?

    • Gentile Domenico, in un libro che risale al 1981 Domenico Fisichella, già ordinario di Scienza della Politica dell’Università La Sapienza di Roma, per inciso mio docente, sosteneva che il partito politico può essere distinto da un semplice “gruppo di pressione” sulla base della dimensione funzionale. Quali sono le funzioni proprie di un partito politico e non del gruppo? Ne elencava tre : 1) competizione elettorale 2) gestione diretta del potere politico 3) espressione democratica talché il partito politico può essere definito come “agenzia politica che compete alle elezioni per esprimere le domande popolari e conquistare l’esercizio diretto del potere politico”.
      A me pare che Grillo faccia confusione tra criterio funzionale, entro cui entra pieno titolo M5S e criterio strutturale. In altri termini, la struttura del partito non esaurisce il carattere del partito stesso. I partiti possono avere una diversa connotazione strutturale pur rimanendo partiti quanto alla funzione.
      Per ciò che riguarda l’art. 67 la mia critica è che rivendicare l’imperatività del mandato, tesi sostenuta da Pétion, deputato del Terzo Stato nell’Assemblée National il 5 settembre 1789, contro l’assenza di vincolo di mandato significa restare nell’ambito di un sistema democratico rappresentativo. Ma Grillo, non intende instaurare la democrazia diretta (non chiarendo in cosa consista) sostituendola completamente alla democrazia rappresentativa? Sì, probabilmente Grillo vuole difendere il proprio partito per serrare i ranghi in un momento in cui le decisioni da prendere possono creare divisioni interne.

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