Archivi del mese: dicembre 2012

Controllare l’inquinamento dell’aria via smartphone

Gli scienziati della University of California di San Diego hanno creato CitiSense, un tipo di sensore portatile in grado di monitorare la qualità dell’aria e comunicare in tempo reale i dati rilevati al proprio smartphone o pc.

Il sistema potrebbe essere particolarmente utile per le persone che soffrendo di malattie croniche, come l’asma, hanno bisogno di evitare l’esposizione agli inquinanti.

I dati dai sensori possono servire non solo a chi li porta con sé ma essere anche utilizzati nell’area in cui vengono impiegati i dispositivi fornendo informazioni ad un pubblico più ampio. Con CitiSense si è in grado di controllare il livello di ozono, biossido di azoto e monossido di carbonio, ossia gli inquinanti più comuni emessi da automobili e camion.
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Metà delle aziende europee fornisce dispositivi portatili

Grazie alla moderna tecnologia le aziende hanno la possibilità di fornire al personale lavorativo dispositivi come notebook o smartphone che consentono di connettersi ad Internet in mobilità e di lavorare fuori dall’ufficio.

Secondo i risultati di una indagine condotta da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, quasi metà delle imprese (48%) che svolgono attività nei 27 paesi UE ha fornito ai propri dipendenti un tipo di device portatile o mobile per usi aziendali. La percentuale varia notevolmente in rapporto alla dimensione delle società. Nel caso di grandi imprese tocca quota 88% rispetto al 71% nelle medie e il 43% delle piccole imprese.
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La polizia europea sui social media

La presenza delle forze di polizia nei social media può rappresentare uno strumento utile alla polizia per migliorare la propria attività e i rapporti con la cittadinanza locale. Sono le conclusioni dello studio “Migliori pratiche nell’adattamento della polizia ai social media”, realizzato nell’ambito del progetto europeo COMPOSITE che coinvolge 13 paesi tra cui l’Italia.

Le forze di polizia devono affrontare una serie di sfide per restare al passo con un mondo in cui le minacce alla sicurezza passano anche nel cyberspazio. Il rapporto analizza in dettaglio come i social media possono essere usati per supportare il lavoro della polizia, dalla redazione di profili criminali in base alle loro preferenze alla comunicazione con il grande pubblico.
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