Estinzioni di massa e mercurio

Il mercurio, rilasciato in gran quantità dalle eruzioni vulcaniche, potrebbe avere avuto un ruolo significativo nel fenomeno di estinzione di massa delle specie avvenuto nel periodo Permiano, circa 250 milioni di anni fa.

E’ l’ipotesi avanzata da tre scienziati, Hamed Sanei, Steve Grasby e Benoit Beauchamp, della University of Calgary che hanno illustrato i risultati della loro ricerca sulla rivista Geology.

Si tratta di uno studio che ha preso le mosse analizzando i records sedimentari nell’isola del Axel Heiberg, parte del territorio di Nunavut in Canada, da cui è emersa una presenza anomala di mercurio (Hg) in coincidenza con il catastrofico die-off al passaggio Permiano-Triassico quando la vita sulla Terra rischiò di scomparire del tutto.

In questa epoca storica, fra Paleozoico e Mesozoico, com’è noto si sviluppò una fortissima attività nelle aree vulcaniche che sono considerate una delle principali sorgenti naturali di mercurio, normalmente allo stato elementare, verso l’atmosfera terrestre.

“Prima d’ora, afferma Steve Grasby, co-autore della ricerca, non si è mai verificato se questo elemento avesse potuto rappresentare un fattore determinante di fenomeni estintivi”.

In ogni caso, i livelli di mercurio riscontrati risultano fino a 30 volte superiori rispetto alle emissioni vulcaniche correnti.

Riconducibile alle eccezionali eruzioni in Siberia, trasportato dai venti in direzione della Pangea nord-occidentale, il mercurio, che ha un tempo di residenza in atmosfera abbastanza lungo da consentire di percorrere notevoli distanze, si sarebbe depositato attraverso pioggia o neve, accumulandosi gradualmente in un ambiente marino che stava sperimentando anche altri gravi squilibri di natura chimica e climatica.

Il suo notevole afflusso avrebbe sopraffatto progressivamente il sistema marino, colpito da un evento anossico, contribuendo all’estinguersi di circa il 95% della vita presente.

Il mercurio, tuttavia, non può essere il solo colpevole di un esito distruttivo su così larga scala ma la responsabilità va attribuita ad una catena di eventi. Altre sostanze tossiche, come la CO2, sarebbero state scaricate in modo massivo nell’atmosfera sempre dalle gigantesce eruzioni del Trappo siberiano come documentato dalle rilevazioni effettuate nella zona dell’artico canadese dagli stessi autori, descritte in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Geoscience nel gennaio 2011.

I depositi di mercurio risalenti al tardo Permiano valgono come ammonimento rivolto al presente perché le quantità registrate sono paragonabili a quelle rintracciate in acque contaminate nei pressi di stabilimenti industriali dell’era moderna.

La Provincia, 2012

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Ambiente, Scienza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...