Empatia

L’uomo è naturalmente incline soltanto all’egoismo, all’avidità e alla competizione?  Alla domanda Frans de Waal, etologo e zoologo di fama mondiale, risponde con un deciso no.

L’età dell’empatia”, l’ultima sua fatica letteraria, spiega nel sottotitolo, che recita “lezioni dalla natura per una società più solidale”, il vero significato dell’opera.

Il tentativo è quello di rintracciare dopo un’analisi oggettiva delle caratteristiche più intime della natura umana il fondamento di una convivenza tra gli uomini sotto il segno del legame sociale e della solidarietà.

Questo sforzo è in diretta contrapposizione con le correnti di pensiero che in sede teorica giustificano una certa idea di organizzazione politica con argomenti ripresi dalla scienza. Quale società e quali istituzioni si possono edificare sulla base dell’erroneo presupposto che la natura umana sia in essenza soltanto egoista, avida e aggressiva?

La tesi avanzata dall’autore è che determinate concezioni politiche e sociologiche hanno tratto conseguenze sbagliate dall’osservazione scientifica ed elevato al di sopra di altre alcune qualità connaturate all’essere umano.

L’uomo, come altre specie animali, è invece predisposto anche all’empatia, un’eredità antica, la cui origine risiede nelle cure parentali, che coinvolge aree cerebrali vecchie più di cento milioni di anni. Questa capacità innata si è sviluppata molto tempo fa attraverso l’imitazione motoria e il contagio emotivo “fino a quando i nostri antenati non solo provavano quello che provavano gli altri ma cominciarono anche a cogliere i loro desideri e i loro bisogni”.

L’empatia ha una struttura disposta a strati simile ad una matrioska. Nel nucleo troviamo la tendenza a corrispondere lo stato emotivo degli altri, un meccanismo diventato autonomo e funzionante al di sopra degli interessi personali in gioco.

Ma a partire da questo aspetto centrale gli uomini nel corso dell’evoluzione hanno elaborato ulteriori capacità come la preoccupazione per la condizione degli altri e l’assunzione del loro punto di vista.

La solidarietà però diversamente dall’empatia implica un comportamento attivo del soggetto, una maggiore consapevolezza e un fare per migliorare le altrui difficoltà.

Ad ogni modo, una comunità che voglia mantenere unità e fiducia reciproca dei suoi membri si deve basare sull’empatia adatta a stabilire un ponte tra egoismo e altruismo per raggiungere il giusto equilibrio tra interesse individuale e collettivo.

La Provincia 2011

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