Battlestar Galactica

Le macchine sono figli degli uomini. Si ribellano a chi li ha generati. Vogliono distruggere il Padre, tutti i Padri. Vogliono lo sterminio della razza umana. Perché? Vogliono essere non-generate o auto-generate? Ci sono macchine e macchine. Ci sono macchine che assumono sembianze umane, che assomigliano agli esseri umani.

Cosa rappresenta la “risurrezione”? La ri-nascita dopo la morte. Ma gli uomini non cercano lo stesso il ri-cominciamento? Anche Baltar le cui sembianze sembrano sempre più simili al Cristo, cerca la risurrezione. Solo la morte può far comprendere chi si è veramente.
Chi risorge rimane sempre lo stesso soggetto? Rinascere, cominciare di nuovo, dall’inizio.

Monoteisti, le “macchine”, i cyloni. Politeisti, gli uomini. La stato di guerra sospende la democrazia. Gli ordini devono essere eseguiti e basta. In guerra non ci può essere libertà di eseguire un ordine (Tragico epilogo). Nello stato di guerra gli uomini non hanno il destinato segnato? Come i cyloni che non possono sfuggire al loro destino programmato?

Nelle macchine clonate sembra non esserci soggettività propria. La soggettività nasce con il libero arbitrio. Le macchine eseguono, vanno avanti secondo un programma predeterminato stabilito ab origine.

L’uomo nasce quando decide di violare la regola. L’uomo vero, quello libero, è quello che infrange la legge stabilita dal Creatore. Prima si è macchina, costruita a immagine e somiglianza del Padre, copia perfetta. Perciò le macchine sono le vere creature di Dio. Perciò le macchine piacciono così tanto agli uomini.

Gli uomini vengono da Kobol. Cobol è un linguaggio di programmazione. Gli uomini vengono da un linguaggio di programmazione. Gli uomini vengono dalla parola. “In principio era il Verbo (Logos)……”. Il problema come siamo stati programmati?

I 12 modelli cyloni come i 12 apostoli. Dio ha mandato fra gli uomini i 12 apostoli che a contatto con la razza umana cominciano ad aspirare alla sua imperfezione. Perfezione è esecuzione di un programma in cui non c’è posto per il “libero arbitrio”. Destino, predeterminazione, necessità, questa è essere perfetto per un cylone. In una condizione priva di libertà non c’è senso di colpa. Gli uomini sono tormentati dal senso di colpa in quanto individui liberi. Quindi all’origine della colpa c’è un atto di libertà, che è anche ribellione contro il Creatore, cioè contro il Destino segnato.

La macchina però si avvicna all’uomo, politeista. Le macchine aspirano alla libertà umana. Per il monoteismo cylone vale l’impossibilità di sfuggire al destino predeterminato. Fin quando questo meccanismo si inceppa e le macchine cominciano ad acquistare soggettività, libertà di decisione. Da qui nasce anche il conflitto. Le radici del conflitto sono nel libero arbitrio.

Perché il ri-cominciamento dei superstiti umani azzera il progresso tecnologico raggiunto? Perché l’avanzamento tecnologico non procede di pari passo con il progresso morale e spirituale. Un alto livello tecnologico non coincide con un elevato stato etico. Senonché la natura umana non può fare a meno della tecnica anche ripartendo da zero. I temi trattati tracciano un orizzonte insuperabile della condizione umana? Sembra che la risposta sia espressa in formula dubitativa. Il ciclo non è chiuso. Il futuro è aperto.

La religione sfocia nella fantascienza. Si può dire che la religione è fantascienza ante litteram?

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