Mia sorella Emanuela Orlandi

E’ il 22 giugno 1983 quando la quindicenne Emanuela Orlandi scompare a Roma – unico caso del genere ad aver coinvolto un cittadino del Vaticano – per non essere mai più ritrovata.

Una vicenda subito sprofondata nel mistero che è stata diverso tempo al centro dell’attenzione mediatica riempiendo le pagine di televisioni e giornali nazionali per poi finire nel dimenticatoio.
A distanza di quasi 30 anni il libro “Mia sorella Emanuela”, scritto dal giornalista del Corriere della Sera Fabrizio Peronaci, riaccende i riflettori sull’avvenimento con nuove clamorose rivelazioni del fratello maggiore della scomparsa, Pietro Orlandi.


Nel tentativo di fare luce sul giallo che ha sconvolto e addolorato una intera famiglia emergono anche i caratteri di una stagione storica sospesa tra gravi tensioni sociali sfociate in atti di violenza e terrorismo e desiderio di rilancio economico e rinnovamento politico.
Pietro Orlandi rappresenta quindi, suo malgrado, il testimone di un’epoca che cerca di ripercorrere attraverso il filtro di un dramma personale.

Nella sua ricostruzione compaiono sulla scena gli attori del tempo, personaggi principali e comparse, che come nelle migliori recite interpretano ciascuno un proprio ruolo.
Emanuela Orlandi, ne è convinto il fratello, ha subito un sequestro diventando la pedina di un gioco superiore orchestrato da un sistema di poteri, da un intreccio di forze soverchianti. Pietro Orlandi parla chiaro : sua sorella è rimasta vittima di un complotto internazionale, “una continuazione dell’attentato di due anni prima a Giovanni Paolo II”.

Fu lo stesso Papa Wojtyla del resto ad accreditare la pista di un rapimento legato al “terrorismo internazionale”, confidandosi con la famiglia Orlandi in una visita privata realizzata alla vigilia del Natale 1983. Ma ancora più rivelatore è stato il faccia a faccia avvenuto nel 2010 tra Pietro Orlandi e Alì Agca, autore del celebre fallito attentato al Santo Padre. Un incontro storico svelato per la prima volta nel libro in cui l’ex terrorista turco oltre a dirsi certo dell’esistenza in vita di Emanuela Orlandi ha confermato lo svolgimento di una macchinazione che ha visto come protagonisti i servizi segreti dell’Est, centri di potere occulto interni alla Santa Sede, l’intelligence statunitense, gli agenti del Sisde italiano e la banda della Magliana.

Una scintilla di speranza per Pietro Orlandi che mai rassegnato continua a lottare per raggiungere la verità e, forse, come un piccolo Davide cambiare la storia sconfiggendo l’ingiustizia.

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