Maghi e stregoni

Il mago, lo stregone o il sacerdote sono posti tra l’onnipotenza divina e l’impotenza dell’individuo in quanto mediatori in grado di attingere ad una verità superiore.

Il singolo sempre più smarrito e immerso in una dimensione di precarietà cerca l’ausilio di chi può trasmettere il senso di una direzione ripresa da una fonte che non è alla portata di tutti.

Il mago è l’esemplificazione da un lato della piccolezza e debolezza dell’individuo dall’altro dell’esistenza di una verità inattingibile ai più ma solo ad una minoranza che si proclama depositaria di virtù conoscitive, ovvero di medium, trasmesse dall’alto o da poteri occulti, inarrivabili dalla maggioranza degli uomini.

Verità e significato della realtà inintelligibile al popolo e limiti dell’individualità sono le basi della resistenza del fenomeno dell’autorità dello stregone o del mago.

Dice Popitz che “l’incomparabile superiorità dei genitori rispetto al figlio, la totale dipendenza di quest’ultimo, assomiglia al rapporto tra onnipotenza divina e impotenza umana”.

Questa infantilizzazione del normale cittadino, del singolo membro di una società fa pensare trova un corrispettivo nella puerilità indotta dal capitalismo moderno così come evidenziato da Benjamin Barber in Consumed: How Markets Corrupt Children, Infantilize Adults, and Swallow Citizens Whole .

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