Forme politiche e loro degenerazione

Sia Platone che Aristotele dedicano una parte delle loro speculazioni alla descrizione dei vari regimi politici e alle rispettive forme degenerate.

Per Platone la costituzione perfetta può essere o monarchica o aristocratica. La prima ha al suo vertice un governante-filosofo, la seconda è retta dalla classe dei sapienti.

Se fra tutti i reggitori uno ha il comando sugli altri la potremmo chiamar monarchia; se il comando è in mano a più persone aristocrazia


Per il Platone “logico” esistono quattro forme degeneri dello Stato : timocrazia, oligarchia, democrazia e tirannide. La prima è contrassegnata dal prevalere dell’ambizione, della ricerca degli onori (da timé : considerazione, onore).

Nella seconda hanno il sopravvento uomini avidi di ricchezza (prevale il censo). Nell’oligarchia “si plaude e si ammira il ricco”. All’opposto la costituzione democratica è dominata dai poveri “che massacrano parte dei ricchi e parte esiliano mentre si dividono con quelli che restano l’amministrazione e le magistrature, il più delle volte spartendole a sorte”.

Infine, la tirannide prende le mosse dalla democrazia ed è lo sbocco conseguente di una tendenza ad assolutizzare il principio interno di quella forma politica. Come l’eccesso di ricerca della ricchezza manda in rovina l’oligarchia aprendo la strada alla democrazia così dall’esasperazione della libertà si compie il trapasso dallo Stato democratico alla tirannide.

E’ naturale dunque che la tirannia da non altro governo può prendere le mosse se non dalla democrazia : dalla estrema libertà nasce cioè la schiavitù più piena e più atroce.

Per il Platone storico, quello del Politico esistono sei forme di regimi politici. Mutuando da Erodoto la descrizioni dei regimi storici il governo dell’uno dei pochi e dei molti si concreta in monarchia (governo regio e tirannide), aristocrazia ed oligarchia, democrazia. Il criterio di distinzione tra forme normali e degenerate è rappresentato dalla legalità.

La legge costituisce lo spartiacque al di là del quale si determina la degenerazione della forma politica considerata. In verità nella città ideale o perfetta descritta dalla Repubblica il criterio della legge cede il passo alla sapienza. Tuttavia il filosofo greco sembra comunque rinviare all’inclinazione all’eccesso la causa del mancato rispetto della legalità e perciò della deriva degenerativa.

Nell’ipertrofia della libertà la moltitudine non obbedisce più alla legge e ai magistrati ma li sopravanza e s’impone su questi portando alla tirannide.

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