Invidia

L’invidia si ricollega al senso della vista (in video). Dante nel XIII canto del Purgatorio punisce gli invidiosi che come sanzione per aver peccato ottengono gli occhi cuciti con fil di ferro.

E come a li orbi non approda il sole,
così a l’ombre quivi, ond’io parlo ora,
luce del ciel largir non vole;
ché a tutti un fil di ferro i cigli fora e cusce si, come a sparvier selvaggio si fa però che queto non dimora


Sicché l’invidia è un peccato dello sguardo che produce cecità. Il sentimento dell’invidia – dice Tocqueville – è sviluppato ad un altissimo grado nelle società democratiche.

Le istituzioni democratiche risvegliano e lusingano il desiderio dell’eguaglianza senza poterlo mai soddisfare pienamente

Nietzsche invece parla di invidia sociale come risentimento provato dagli schiavi verso i propri dominatori. L’invidia sarebbe la passione che prende chi sta in basso nella scala sociale e che li induce a guardare con “occhio torvo” chi sta in alto e a ribellarsi.

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