Certezze provvisorie

Lo scopo principale del libro di Cristina Cattaneo, “Certezze provvisorie”, è descritto nel sottotitolo che recita : “il vero volto delle scienze investigative forensi”. Quella dell’autrice – a capo del Labanof (Laboratorio di antropologia e odontologia forense) dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Milano e per diversi anni in forze al Laboratorio di Paletnobotanica del Museo Civico di Como – è in sostanza un’operazione di disvelamento dei limiti di una professione.

Troppe persone, influenzate dai prodotti dello spettacolo televisivo, credono veramente che attraverso i mezzi moderni, dati da scienza e tecnologia, si possa risolvere ogni enigma. Stregato dall’effetto CSI, dal nome della nota serie tv statunitense, il pubblico tende a sopravvalutare il contributo fornito dalla tecno-scienza nel ricostruire la verità dei fatti in un processo. Purtroppo talvolta anche gli addetti ai lavori cedono a questa tentazione.

Nei telefilm polizieschi il criminale sembra non poter più sfuggire alla potenza degli strumenti predisposti dall’apparato tecnoscientifico che con precisione infallibile scopre dinamica e autore del delitto.

La realtà però è diversa. Di un cadavere non sempre si può stabilire ora o causa della morte. Di una donna violentata se effettivamente lo sia stata. Di un ragazzo detenuto colto in fragrante in un reato se sia minorenne o maggiorenne. Spesso un professionista incaricato dal tribunale è costretto a redigere perizie usando formule ipotetiche che lasciano spazio all’incertezza.

Il repertorio dei casi di errore e di imprecisione è molto nutrito. Non infrequentemente la possibilità di far emergere la verità può essere condizionata da fattori emozionali, difetti di gestione e metodi che forniscono indicazioni generiche.

Sono tanti inoltre gli esempi di chi si spaccia per esperto “senza averne autorità e competenza” davanti ad un mondo giudiziario in cerca di solidi ancoraggi per fare giustizia. Bad or junk science, impreparazione, incompetenza sono perciò fenomeni ricorrenti in questo campo e fanno da contraltare ad una fiducia cieca e acritica mostrata verso i risultati delle scienze forensi.

Per i patiti di fiction potrebbe rappresentare uno shock leggere questo libro. Di tanto in tanto fa bene però fare un bagno di realtà per rendersi conto delle distorsioni della fantasia televisiva.

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