Stato d’eccezione (in itinere)

La sovranità coincide con la decisione sullo stato d’eccezione. Sicché il punto fondamentale è stabilire chi è sovrano e in cosa consista il suo essere tale.
Carl Schmitt passa in rassegna alcuni autori classici della teoria politica per verificare e chiarire questo concetto.
Il primo autore ad essere esaminato è Jean Bodin. “Per sovranità s’intende quel potere assoluto e perpetuo che è proprio dello Stato” (Les Six Livres de la République). Il principe è vincolato ai ceti dalle promesse ma non nella situazione in cui “la necessità è urgente”.
Secondo Schmitt il punto cruciale è : le promesse che il principe fa ai ceti e al popolo annullano la sua sovranità? Bodin rinvia al caso in cui diviene necessario agire in contrasto con tali promesse, mutare le leggi o eliminarle. Chi decide?

Nel caso di conflitto, o di “bellum omnium contra omnes”, chi decide di questo conflitto, chi sulla sicurezza, chi sull’ordine pubblico? Dice Schmitt : anche l’ordinamento giuridico, come ogni altro ordine, riposa su una decisione e non su una norma. Sovranità (Stato) è questo.
La controversia intorno alla sovranità ruota intorno allo stabilire a chi tocca la “presunzione del potere non delimitato”, all’ estremus necessitatis causus : chi decide in un caso in cui le competenze non sono regolate dalla costituzione e quando la costituzione non fornisce indicazione su chi sia competente?
Decisione è “pienezza illimitata di potere”?
Il “caso estremo” è 1) il caso non conosciuto, non previsto, dall’ordinamento 2) alla situazione d’eccezione pertiene una competenza illimitata in via di principio, cioè la sospensione dell’intero ordinamento vigente.

Il sovrano ha il monopolio della decisione ultima.
La decisione si rende libera da ogni vincolo normativo e diventa assoluta in senso proprio. Nel caso d’eccezione, lo stato sospende il diritto, in virtù di un diritto di autoconservazione.
Nell’eccezione “l’autorità dimostra di non avere bisogno di diritto per creare diritto”. Critica alla dottrina dello Stato di diritto (Locke e Kant). Per Kant il diritto di necessità non è più in alcun modo diritto. Dovrebbe invece interessare i “razionalisti” il fatto che un ordinamento giuridico preveda il caso d’eccezione e possa sospendersi di conseguenza.
Solo una filosofia della vita concreta non può ritrarsi davanti all’eccezione e al caso estremo.

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