Antonin Artaud

Antonin Artaud fu autore versatile e poliedrico , poeta e attore di cinema e teatro.

Nato a Marsiglia il 4 settembre 1896 , da Antoine-Roi, rampollo di una famiglia di armatori e commercianti, e da Euphrasie Nalpas , di origine greca , morì in una casa di cura a Ivry-sur-Seine nel marzo 1948. Non si conoscono notizie dettagliate della sua infanzia sulla quale egli stesso stese una cortina di silenzio.

Si sa che studiò regolarmente al Collège du Sacré-Coeur di Marsiglia dove all’età di 14 anni prese l’iniziativa insieme ad altri compagni di dar vita ad una rivista letteraria usando lo pseudonimo di Louis des Attides. Pare che intorno al 1915 fosse colto dai primi disturbi di natura nervosa che purtroppo accompagnarono tutta la sua esistenza.

Trascorso qualche mese nel sanatorio di La Rouguière partì militare nell’estate del 1916; dopo nove mesi pero’ fu congedato a causa della sua malattia.
Alla fine del 1918 ricoverato a Le Chanet sotto le cure del dottor Dardel le sue condizioni di salute mostrarono dei notevoli progressi. Sicché dopo esser tornato a Marsiglia ottenuto il benestare dei medici raggiunse Parigi nel marzo 1920. Nella capitale francese alloggio’ nella clinica di Villejuif  diretta dal professor Toulouse.
Una volta arrivato a Parigi iniziò a frequentare gli ambienti teatrali. Risale a questi anni la sua prima vera performance come attore in “Les Scrupules de Sganarelle” di Henry de Régnier ( 17 febbraio 1921 ). Venuto in contatto con Dullin entrò stabilmente nella compagnia del Théatre de l’Atelier. Sotto la regia di Dullin partecipò tra il 1922 e il 1923 ad una quantità di spettacoli ( L’Avare di Molière , Le Divorce di Regnard , La Vie est un Songe di Caldéron de la Barca , La Volupté de l’Honneur di Pirandello , Antigone di Cocteau ecc. ).
Spesse volte Artaud si recava nello studio di Masson , in rue Blomet , e lì conobbe Leiris , Miro , Limbour. Il 15 dicembre 1922 il Mercure de France accettò tre sue poesie , La Marée , Marine , Soir , nelle quali si potevano rintracciare le influenze di Baudelaire , Rimbaud , Valéry. In seguito nel 1923 le edizioni della Galerie Simon pubblicarono la raccolta Tric-Trac du ciel. D’altra parte Artaud aveva esplorato la possibilità di pubblicare le sue composizioni poetiche nella Nouvelle Revue Française ma sfortunatamente non se ne fece niente, data la contrarietà del direttore Rivière.

Nel frattempo Artaud avviò una corrispondenza epistolare con il segretario della rivista  Jacques Rivière , interessante in quanto spaccato dei suoi intimi convincimenti artistici. Al 1923 data il suo esordio come attore di cinema ma Artaud non disdegna il lavoro di scrittore e saggista. Nel 1924 su Comoedia comparirà una enunciazione delle sue idee sulla messinscena e sulla scenografia teatrale, nell’articolo L’évolution du décor.
Un passo importante nella sua storia artistica è costituita dall’adesione al movimento surrealista. Ma l’idillio col surrealismo non duro’ a lungo. Nel novembre 1926 venne espulso dal gruppo e Aragon , Breton ed Eluard in un pamphlet dal titolo Au grande jour s’incaricarono di esporne le ragioni estetiche. Di rimando Artaud replicò nel giugno 1927 con lo scritto A la grande nuit ou le bluff surréaliste.
Precedentemente collaborando con Aron e Vitrac Antonin aveva dato corpo al progetto di un’attività teatrale autonoma che porto’ alla istituzione del Théatre Alfred Jarry , il cui manifesto programmatico comparse nel novembre del 1926 sulla Nouvelle Revue Française. Nel giugno 1927 fu messo in scena  al Théatre Grenelle il primo spettacolo ideato dalla sua fertile mente. Una seconda pièce teatrale fu presentata alla Comédie des Champs-Elysées il 14 gennaio 1928. Nel terzo spettacolo, una messa in atto del testo Le Songe ou Jeu des Reves di Strinberg , finanziato dall’ambasciata di Svezia , i surrealisti inscenarono una contestazione clamorosa che provocò l’intervento della polizia. La storia , breve a dire il vero , del Théatre Jarry si chiuse con la rappresentazione del dramma Victor ou les Enfants au Pouvoir di Vitrac. Difficoltà materiali e contrasti carattere artistico ne ostacolarono la prosecuzione.

Contemporaneamente al lavoro teatrale Artaud si occupò di cinema. Suo è il soggetto La Coquille e le Clergyman contenuto nel numero di novembre della Nouvelle Revue Française. Altre sceneggiature concepite in quel periodo (Les Dix-Huit Secondes , Les 32 , La Révolte du Boucher ecc. ) non furono mai girate. Oltre a ciò, nel giugno 1929 presso lo Studio 28 egli tenne una relazione , Le cinéma parlant est-il un monstre ? , nella quale espresse più di qualche dubbio a proposito dell’uso del sonoro, perplessità presto però rientrate; d’altro canto il cinema lo impegnò in qualità di attore e quale esempio migliore citiamo la parte da lui interpretata nella Passion de Jeanne d’Arc di Dreyer.

Affetto continuamente da gravi dolori psico-fisici , mitigati appena dall’uso di sostanze oppiacee, Artaud non si risparmiò in nessun campo. Fu sempre pieno di nuove idee e pronto ad immergersi nella realizzazione di molteplici programmi. Nel 1930 pensò di poter ricostituire Théatre Jarry. Si mise in contatto con vari produttori per nuovi soggetti cinematografici coltivando il desiderio di collaborare con il cinema italiano; infine riprese a scrivere articoli per la Nouvelle Revue Française.

Negli anni ‘30 l’amicizia dell’editore Denöel gli fruttò la pubblicazione di Le Moine , Crime Passionel e del romanzo Héliogabale ou l’anarchiste couronné. Ancora nei primi anni del decennio 1930 si propose come assistente alla regia di Louis Jouvet in La Pâtisserie du Village. A partire dal 1931 si verificò un cambiamento nel suo modo di vedere trovando nel Teatro di Bali il modello per una diversa concezione teatrale che troverà espressione in una sequenza di scritti, tra i quali il manifesto Le Théâtre de la cruauté, riuniti più in là nel volume Le Théâtre et son double.

Risale invece al 1933 il Second manifeste du théâtre de la cruauté. Contando di sperimentare una nuova dimensione dell’arte teatrale Artaud risolse di comporre di suo pugno un dramma completo : ovvero Les Cenci , una tragedia in quattro atti recitata il 6 maggio 1935 con scene e costumi di Balthus e corredo sonoro di Desormières. Disgraziatamente però l’opera non incontrò il favore del pubblico e della critica. L’insuccesso insieme ad altri fallimentari esperienze di spettacoli abortiti prima di nascere spinsero Artaud a prendere la decisione d’imbarcarsi per il Messico.

Giunto a Città del Messico in condizioni economiche alquanto precarie s’ingegnò per procacciarsi denaro nell’attività di conferenziere ( Surréalisme et révolution , L’homme contre le destin , Le théâtre et les dieux) , giornalista ed espositore di quadri. Nel novembre 1936 torno’ in Francia. A Parigi prese a frequentare Barrault , al Grenier des Augustins. Ma inquieto e tormentato come non mai riprese a viaggiare in Belgio , dal quale per inciso venne espulso , e in Irlanda laddove inizio’ un pellegrinaggio che lo condusse alle isole Aran. Nel viaggio di ritorno dopo un litigio violento col personale di bordo fu internato in manicomio. Di qui comincio’ la sua peregrinazione in numerose cliniche. Ricoverato a Sotteville , e poi a Sainte-Anne e a Ville-Evrard ( febbraio 1939 – gennaio 1943 ) fu assistito dai parenti. Una testimonianza di questo travagliato momento della sua vita è riscontrabile nelle lettere spedite da Artaud a Henri Parisot a cominciare dal settembre 1945.
La “follia” che avvolse la sua mente lo consumo’ anche fisicamente. Gli amici comunque non lo abbandonarono e alla fine della guerra ottennero di dimetterlo dalla clinica di Rodez per fare tappa nella più confortevole casa di salute del dottor Delmas ad Ivry dove fu libero negli spostamenti e ricevette un abitazione isolata. Da Ivry poteva facilmente raggiungere la capitale e serbare i rapporti con i circoli di intellettuali e di artisti che gli tributavano il loro riconoscimento, organizzando iniziative e manifestazioni al fine di rilanciare e di trovare fondi per il suo teatro. Il 7 giugno 1946 si tenne un gala al Théâtre Sarah Bernardt durante il quale attori famosi si esibirono nella lettura di alcuni  suoi testi di poesia. Nel luglio 1947 nel corso di un’esposizione di suoi disegni improvviso’ una recita dei più recenti componimenti poetici contrassegnata da grida e rumori. Con suo grande rammarico nel febbraio 1948 fu bloccata la messa in onda radiofonica del testo Pour en finir avec le Jugement de Dieu , basato su una impressionante e drammatica orchestrazione sonora di parole , urla e rumori. Nei suoi propositi questa voleva essere la prima grande rappresentazione del Teatro della crudeltà.

Con tutto ciò grazie ad una campagna di stampa che denunciò lo scandalo della censura , si poté realizzare uno spettacolo in forma privata. Il testo fu poi pubblicato nel 1° fascicolo della rivista Nyza.

Artaud fini’ i suoi giorni ad Ivry il 4 marzo 1948.

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