Ancien régime

Il termine ancien régime rinvia alla definizione foggiata dai rivoluzionari francesi e sta ad indicare la società e il regime che essi contrastarono. In questa accezione il concetto si presenta come antinomico all’ordine che si vorrebbe instaurare, ciò che rifiuta in modo radicale le premesse fondanti della storia pregressa.

Secondo quanto stabilito dalla ricerca storica, l’espressione fece la sua comparsa nei famosi cahiers de doléance. Nell’Impôt abonné, supplemento del Journal de Paris del 17 marzo 1789, si denunciavano gli “abusi dell’antico regime”, per giustapporli a più eque leggi fiscali.

Fu soltanto però dopo la deliberazione di abolizione della feudalità dell’11 agosto, che la parola acquistò una qualità più generale e appropriata, riferendosi al complesso delle caratteristiche fondamentali della vecchia società, basata sulla ricchezza fondiaria e sul privilegio della nascita, o, come dirà Sieyès, sulla “triplice aristocrazia di Spada, di Chiesa e di Toga”. Successivamente il termine cominciò ad avere larga diffusione.

Nel dizionario curato da Chantreau ed edito nel 1790 venne già perfettamente delineata la connotazione antitetica che contrapponeva in blocco tutti i capisaldi della logora costituzione feudale ai principi del nuovo regime, edificato dalla Costituente e che celebrerà la sconfitta della monarchia assoluta, degli ordini e della feudalità, sostituiti dai supremi assiomi della sovranità nazionale, del governo rappresentativo, dell’uguaglianza dinanzi alla legge, dei diritti di cittadinanza e dell’uomo.

In tal senso, la rivoluzione rappresenterebbe uno spartiacque capace di operare una drastica discontinuità storica che il linguaggio non farebbe altro che riflettere e giustificare. D’altro canto, a fronte di un ampliamento del contenuto semantico, l’idea perse il suo potere esplicativo per sfumare nella condanna generica e astratta del passato, così come precipitato nelle abitudini e nei costumi, che caparbiamente sopravviverebbe nel presente, ostacolando il necessario rinnovamento.

Per quanto riguarda la storiografia l’espressione ancien régime ha subito un rimaneggiamento continuo. Senza dubbio storici come Michelet e Tocqueville hanno grandemente contribuito a farne le fortune. Tocqueville in modo particolare nel suo notissimo scritto, “L’Ancien régime et la révolution”, rese popolare e consacrò il concetto negli ambienti intellettuali. Da quel momento il termine divenne di uso consuetudinario nelle opere storiche, individuando l’insieme delle istituzioni che contraddistinsero la Francia prima del 1789.

In tempi più recenti, alcuni studiosi come Pierre Chaunu e Denis Richet ne hanno confutato la validità in quanto anacronistica “illusione retrospettiva abusivamente accreditata dagli storici del XIX e del XX secolo”. Altri semplicemente respingono la nozione di ancien régime perché comprensiva di due aspetti distinti quali la monarchia assoluta e la società degli ordini.

Soboul e Jaurès hanno identificato il termine con il vasto intreccio delle relazioni economiche feudali e il marxismo in generale preferisce parlare di feudalesimo, formazione socio-economica, transizione verso il capitalismo. Così nella storiografia moderna avrebbe preso piede l’orientamento di non avvalersi di questa categoria per descrivere i fenomeni accaduti durante il periodo storico considerato.

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