La vita è uno stato mentale

“La vita è uno stato mentale” è un testo scritto da Phalu il kashmiro, pseudonimo dietro cui si nasconde non si sa bene ancora quale personaggio storico. Forse si tratta di un ricco mercante musulmano della città di Shigatse o del palafreniere del VI Panchen Lama.

Ad ogni modo, il libro, databile tra il XVII e il XIX secolo, ha goduto di una certa popolarità in Tibet, tanto che alcuni suoi aforismi sono entrati nella lingua corrente come frasi idiomatiche.

Per la prima volta è stato tradotto in italiano da Gianluca Magi, orientalista vicino alla scuola dell’Istituto di Scienze dell’Uomo, fondato nel 1987 e ispirato alle idee di Jacques Maritain.

L’opera che testimonia l’incontro tra il pensiero dell’Islam sufi e quello del buddismo tibetano vuole fornire al lettore un “manualetto di regole” perché ne tragga beneficio per la sua esistenza.

Se la tua condotta di vita troverà di che attingere a questa antica saggezza allora significa che i problemi degli uomini restano immutati anche scorrendo il tempo.

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