La muta

Passa di mano in mano il manoscritto di Fatemeh, ragazza quindicenne iraniana condannata all’impiccagione, finché non ne entra in possesso la scrittrice Chahdortt Djavann.

Lo riceverà da una giornalista, C. J., che inviata in Iran per un reportage sulla Via della Seta durante una pausa lavorativa, in strada, si trova improvvisamente nelle mani il diario della sventurata minorenne consegnatole da un giovane sconosciuto.

Letto il contenuto la reporter deciderà di inoltrare via posta alla nostra autrice la copia originale con allegata una traduzione in francese spiegando in una lettera di accompagnamento tutti i particolari della vicenda con la speranza di veder pubblicata la storia.

Questo antefatto così intrigante precede lo svolgimento della trama vera e propria. Si tratta di un artificio letterario o di fatti realmente accaduti? Qualunque sia la verità in ogni caso la successione degli avvenimenti procede in maniera lineare e senza sbavature.

Il modo di scrivere di Chahdortt Djavann, figlia del Pascià Khan, fatto imprigionare dal regime di Khomeini, è “limpido come una sorgente d’acqua”. Va dritto al cuore del problema di un delitto a sfondo sociale. Mediante l’Io narrante che è l’assassino l’esposizione degli eventi ricostruisce passo dopo passo contesto e movente dell’omicidio. Sviluppa la tesi che è la società ad indurre al male. Sicché nell’Iran attuale la donna per essere libera deve passare attraverso l’assassinio che restituisce libertà a chi ne è privato.

Come la zia di Fatemeh il cui mutismo rappresenta in maniera simbolica la condizione delle iraniane, colpite da una malattia creata da un’organizzazione sociale che vuole affermare il dominio incontrastato e violento dell’uomo travestito da mullah.

Ma il rimanere senza parola è anche l’atto con cui si esprime la volontà di non conformarsi all’ordine vigente inaccettabile. Un gesto di ribellione che si trasmette nell’animo di una nuova generazione femminile che non intende però mantenere la consegna imposta o auto-inflitta del silenzio. La piccola protagonista del racconto “La muta” vuole riprendersi tutto il potere di amare senza costrizioni, di parlare in pubblico, di scrivere la propria verità perché venga conosciuta e seguita. Tutte le donne libere del mondo sono Fatemeh.

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