Archivi del mese: settembre 2009

Lost (quinta stagione)

Il destino rafforza l’idea di una speciale grazia ricevuta, di essere prescelto per aver seguito una trama. Il destino riempie di senso l’agire umano. O meglio fa assumere significato e pregnanza alle nostre azioni inserendole in un piano. Gli uomini agiscono pensando di realizzare qualche disegno stabilito.

Jack e Locke fuori dall’isola sono dei falliti. L’isola è una forma di elevazione dello spirito. E’ il salto nella “fede”. Dentro si crede.

Il corollario della logica intrinseca del destino è il rafforzamento della volontà del soggetto e l’indebolimento del suo senso etico?

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L’arma di Caino

Con 500.000 copie vendute in meno di due mesi “L’arma di Caino” di Brad Meltzer è balzato in testa alle classifiche dei libri più acquistati negli Stati Uniti.

Il romanzo, che sembra pensato per diventare la sceneggiatura di un film, ha tutti gli ingredienti per essere un thriller di successo. Omicidi, misteri, tradimenti, frequenti colpi di scena, episodi rocamboleschi, cambi di ritmo e sospensioni, azione e tensione narrativa.

L’ambizione è forte. Risalire alle origini dell’assassinio tra i fratelli più famosi della storia, Caino e Abele. Perché è così importante trovare l’arma del delitto? Da allora in poi l’uomo continua ad uccidere per conoscere la verità e per nasconderla. Il sangue si sparge senza interruzione tra consanguinei.
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La muta

Passa di mano in mano il manoscritto di Fatemeh, ragazza quindicenne iraniana condannata all’impiccagione, finché non ne entra in possesso la scrittrice Chahdortt Djavann.

Lo riceverà da una giornalista, C. J., che inviata in Iran per un reportage sulla Via della Seta durante una pausa lavorativa, in strada, si trova improvvisamente nelle mani il diario della sventurata minorenne consegnatole da un giovane sconosciuto.

Letto il contenuto la reporter deciderà di inoltrare via posta alla nostra autrice la copia originale con allegata una traduzione in francese spiegando in una lettera di accompagnamento tutti i particolari della vicenda con la speranza di veder pubblicata la storia.
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Lost (quarta stagione)

Se il Destino impone la sua legge in modo inesorabile non siamo costretti a impegnarci su ciò che è bene e ciò che è male? Se il Destino s’impone come necessità ineluttabile è evidente che la determinazione individuale a seguire il corso inesorabile degli eventi è potenziata al massimo. La volontà diviene dovere, attività necessaria portata alle estreme conseguenze. Jack e John sono i dioscuri della logica del destino.

Perché si afferma ed è sempre meno messa in discussione l’autorità di Locke e Jack? Certo c’è un processo di deterioramento delle relazioni tra i sopravvissuti al disastro. I rapporti si fanno più difficili e s’imbarbariscono. Prevalgono gli atteggiamenti autoritari e le spinte individualistiche. La sfiducia, il sospetto si diffondono.

Ma la verticalizzazione delle relazioni che emerge all’interno dei gruppi con il prevalere della figura del capo con atteggiamenti dittatoriali sembra da ricondursi alla intrinseca concezione del destino. E’ un “altro” che guida e ispira il nostro agire inesorabile. Ben dice chiaramente a Locke che per ritrovare la strada deve rivolgersi a Jacob.

Quando Locke entra nella capanna per parlare con Jacob chi trova? Un padre (di Jack) e una figlia. La menzogna serve per salvare gli altri (uomini), così si conclude la quarta stagione. La bugia è salvifica. La realtà va nascosta. L’uomo può salvarsi mentendo. Deve farlo.

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