Lost (seconda stagione)

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita”.

Siamo dei naufraghi. Abbiamo smarrito la direzione. Ha perso fiducia quest’umanità dolente. L’orientamento ce lo restituirà la ragione o la fede? La condizione insulare (siamo tutti essere umani di un unico mondo) ci farà da bussola?

Se qualcuno si perde che fa? Cerca. Ricerca esteriore ed interiore. L’esplorazione del territorio può essere esterna o interna. Ma la ricerca è anche avventura. La propensione alla ricerca accomuna Locke e Jack, ossia la fede e la ragione.

A Sun in “Oggetti smarriti” Locke dice che ha “smesso di cercare”. Che cosa cessa di cercare? Locke ha già trovato quello che voleva? Locke continua a cercare una conferma di ciò che pensa di aver raggiunto.

Dove va Locke? Nella botola. Perciò il suo esplorare si rivolge all’interno, cioè la sua è una ricerca di senso. La Nuova Terra sta “dentro”. La questione della Fede dunque si risolve in una attitudine psicologica (dimensione interiore, dell’Anima). Ma il bunker rappresenta anche la condizione di isolamento. E’ l’Io in fuga dalla libertà che si rinchiude in quarantena. L’Io è come un virus che si deve isolare dall’esterno. Se seguiamo la logica di un destino soltanto individuale andiamo a finire nella botola.

Davanti al proprio perdersi si può reagire in vari modi. Qualcuno cercherà la strada per tornare al punto di partenza. Guarderà all’indietro. Un altro guarderà avanti. Ad un posto migliore di quello di provenienza.

Storia di Kate. Noi abbiamo ereditato il male (originario) dai nostri padri. Il nostro destino è replicarlo? Parafrasando Pasolini, i figli sono condannati a pagare le colpe dei padri?

Anche Jack sembra essere intrappolato nello schema di una vita decisa dal destino che si compie inesorabilmente.  Jack deve seguire una strada come conformandosi ad una linea prestabilita. La sensazione di non essere artefici del proprio destino, di non poter scegliere liberamente ed autonomamente. Scegliamo noi o scelgono gli Altri per noi (vedi Locke in “Uno degli altri”). Gli Altri sono nemici perché ci impediscono di essere “realmente” liberi? L’Altro rappresenta una minaccia per il nostro agire? Ma l’Altro deve essere messo all’esterno perché possa essere minaccioso. All’interno la comunità riesce a liberarsi dal senso della paura dell’Altro. Come si ottiene la fiducia n(d)ell’Altro?

Questa idea di un uomo che non può che essere quello che è, che non può sfuggire al suo destino mette in discussione il carattere libero del suo agire.

Gli uomini (e le donne ovviamente) sono dei traditori e dei bugiardi ma la vita è ricca di mistero. La menzogna nasconde la verità e induce l’uomo ad investigare. Quanto c’è ancora da scoprire e da cercare?

La menzogna è un mantello che copre la realtà ma anche uno schermo per proteggersi. La bugia costruisce altresì una seconda realtà. Questa seconda dimensione nasce da un’attività reale ma deforma o cambia il dato della realtà. La finzione è assimilabile alla bugia?

Se sono agito, se la mia esistenza è decisa dal Destino allora non siamo veri o reali ma personaggi o attori in mano ad Altri. Siamo i burattini del Creatore, siamo la finzione, la bugia che nasconde la verità delle cose.

Il libero arbitrio cattolico è libertà di arrivare a comprendere la trama decisa da dio e di sceglierla. La libertà coincide con il massimo della dipendenza. Nell’episodio “Si vive insieme, si muore soli” Locke ribellandosi al meccanismo dell’inserimento dei numeri nel computer dice : “Siamo solo marionette a cui tirano i fili. Fino a che lo premeremo non saremo liberi”. Ma la libertà consiste nel recidere totalmente la dipendenza dagli Altri?

Si esce dalla gabbia (da quello che gli altri decidono sia bene  per te) solo attraverso la finzione (Hugo Hurley), cioè rappresentando ciò che non è? Solo l’Arte è libera e libera?

Convincere a fare qualcosa è persuadere, cioè indurre qualcuno ad agire attraverso parole. Il principio è Lògos. Quindi è la parola il mezzo principe con cui si ottiene il convincimento. Il Lògos è Cristo, dio incarnato. Ma la parola è bugia (finzione) o verità (realtà)?

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