Jericho

La fine è solo l’inizio, recita il trailer del film 2012. Pensare la fine vuol dire immaginare le condizioni della propria sopravvivenza e della stabilità sociale.
La Catastrofe che incombe è un espediente autoriflessivo. Il Disastro sta dentro l’esperienza della civiltà umana come possibilità (aereo che crolla in Lost, bombe che scoppiano in Jericho). L’exitus del mondo annuncia il suo risorgimento, l’autocomprensione dell’esistenza. Nella tragedia greca catastrofe è evento che consente di spiegare il senso delle cose. La catastrofe è una cesura che avviene all’inizio del racconto, un “punto di passaggio” ad un altro stato.

C’è una fine (catastrofica però). Un crollo. Le cose finiscono ma non completamente. Dopo la fine cosa c’è? Il nuovo è preceduto dalla catastrofe.

Che uomini emergono dopo la catastrofe? Uomini rinnovati. Il buono a nulla risorge. Il paralizzato guarisce. L’inerte ritrova determinazione e coraggio. La fine catastrofica restiuisce vigore e integrità.

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