Le tribolazioni di una cassiera

E’ un esordio davvero fortunato quello di Anna Sam, cassiera francese ventinovenne, laureata in lettere.
Il suo libro, “Le tribolazioni di una cassiera”, uscito oltralpe nel giugno 2008 e anticipato da un blog (http://caissierenofutur.over-blog.com) che conta ormai più di un milione di contatti, tradotto in dieci lingue, ha riscosso un inaspettato successo di pubblico con 100.000 copie vendute in pochi mesi.
L’autrice ha tratto spunto narrativo dalla sua lunga esperienza lavorativa nel campo della grande distribuzione dove ha ricoperto per otto anni il ruolo di “hostess di cassa”.
Alle prese con un vasto campionario di umanità, filtrato dallo sguardo di chi è “al di là del nastro trasportatore”, Anna Sam ne tratteggia i lati più tipici e ricorrenti in cui non è difficile ritrovare figure o situazioni consuete che potrebbero valere anche per vicende di supermarket nostrani.
C’è il cliente furbetto e odioso che scavalca la fila facendo finta di niente, la coppietta che si sbaciucchia davanti a tutti in modo impertinente, il tipo imbarazzato per aver comprato la carta igienica, quelli che arrivano sempre prima dell’apertura e quelli che si trattengono oltre la chiusura, lo sbadato che non ha abbastanza soldi per pagare o l’insofferente che inveisce contro il personale e, dulcis in fundo, la cliente che con noncuranza dice al figlio ad alta voce : “Vedi amore, se non sei bravo a scuola lavorerai alla cassa come quella signorina là”.
Una sequenza di storielle gustose e divertenti scritte senza calcare la mano, senza esagerazioni stilistiche.
Episodi che diventano vicissitudini ritagliate apposta per strappare un sorriso al lettore ma che servono pure a far uscire l’attività del qualunque dipendente dall’insignificanza e dall’irrilevanza cui sembra essere condannata dalla società moderna.
Forse il vero segreto del libro sta nel far leva su un meccanismo di identificazione che raggiunge l’apice quando la descrizione accenna con frasi pungenti e amarognole al lato negativo della condizione lavorativa. Denuncia rinfrancata dalle testimonianze delle tante ex colleghe della scrittrice che piovono a pioggia e riempiono di nuovi aneddoti le pagine del blog.
Ma almeno per Anna Sam le tribolazioni sono finite.

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