Mercato

Il mercato cos’è? Qualcosa che va oltre il giusto e l’ingiusto? L’al di là del bene e del male? Anzi ciò che stabilisce ciò che è bene e ciò che è male? A me non pare che questa visione sia condivisibile altrimenti non si direbbe che bisogna fissare delle regole per il mercato.

Se il mercato ha bisogno di regole vuol dire che non è il decisore ultimo delle sorti dell’umanità. Ma ancora più sorprendente di questa visione è che disumanizza il mercato, cioè lo rende un meccanismo autonomo spogliato di ogni controllo della coscienza umana.

Il mercato è o non è qualcosa che ha a che vedere con il comportamento umano? Se il mercato decide che bisogna dare un valore a delle cose o a delle prestazioni si potrà pure discutere di quel valore assegnato o no?

Questo considerare il meccanismo del mercato come il Regolatore supremo per me è una concezione da respingere; in realtà rappresenta una sorta di totem della società contemporanea a cui gli uomini si inchinano avendolo creato essi stessi.

A cosa tende il mercato? Ad una situazione di anomia, cioè di assenza di regole? Oppure alla concentrazione monopolistica, quindi alla negazione della concorrenza? O invece alla crisi, al collasso? Cos’è che determina la crisi? La competizione porta alla autodistruzione?

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