La Veglia

Anne Enright è una scrittrice di Dublino che ha già in attivo una raccolta di racconti, tre romanzi e diversi premi. La sua ultima fatica, il libro “La Veglia”, che gli è valso il Booker Prize 2007, è stato tradotto in 25 lingue.
Al centro della trama è la storia di una donna Veronica Hegarty, casalinga ed ex giornalista, nata da una famiglia numerosa di dodici figli, che a causa del suicidio del fratello prediletto Liam, alcolista cronico, riceve uno scossone che la costringe a rimeditare la sua esistenza inquieta e in crisi.
Veronica, in partenza per Brighton, luogo della tragedia, affronta da sola il viaggio per recuperare il corpo della vittima e riportarlo nella casa dei genitori, dove ormai è rimasta in vita solo la madre.
Durante il tragitto si affastellano ricordi, riaffiorano gioie condivise e dolori seppelliti nella memoria, piccoli fallimenti familiari che vengono ricostruiti con uno stile ironico e venato di tristezza ma mai ampolloso. Passato e presente si mescolano e si sovrappongono, quasi a confondere realtà e immaginazione.
Di questa esplorazione interiore impressiona la cruda vivisezione dei sentimenti contrastanti che albergano in una signora irlandese quarantenne sposata con due figlie. A tratti i suoi familiari sembrano esserle molto vicini, a tratti fuggono distanti, come estranei di cui si deve provare fastidio.
Il percorso coscienziale di Veronica culmina nella rivelazione di un episodio che ha segnato la sua fanciullezza e che a poco a poco riemerge nei suoi pensieri.  Questa verità confessata dentro di sé è la realtà di un abuso sessuale subito da Liam ad opera di un uomo adulto, Lambert Nugent, figura chiave del romanzo.
Come si convive con la violenza esercitata sui propri affetti? Dove ci porta? Come si riscrive il rapporto sentimentale con gli uomini?
E’ sottile l’indagine psicologica condotta dalla scrittrice sul dolore e sul desiderio sessuale maschile. Veronica, dichiara Anne Enright in un’intervista, “è interessata ai danni che gli uomini fanno chiamando il desiderio amore. Ciò che in fondo ha dovuto subire Liam”. In certi momenti, pare che la donna voglia trasferire la violenza su di sé come proiettare la sofferenza sull’uomo senza distinzione di colpa.

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