Lost (seconda stagione)

Posted Agosto 19, 2009 by eucondrio
Categories: Serie TV

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“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita”.

Siamo dei naufraghi. Abbiamo smarrito la direzione. Ha perso fiducia quest’umanità dolente. L’orientamento ce lo restituirà la ragione o la fede? La condizione insulare (siamo tutti essere umani di un unico mondo) ci farà da bussola?

Se qualcuno si perde che fa? Cerca. Ricerca esteriore ed interiore. L’esplorazione del territorio può essere esterna o interna. Ma la ricerca è anche avventura. La propensione alla ricerca accomuna Locke e Jack, ossia la fede e la ragione.

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La natura del potere

Posted Agosto 16, 2009 by eucondrio
Categories: Politica

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Il potere è visibile o invisibile? Dov’è dislocato poi il potere? La concezione elitistica pone l’accento sul fatto che il potere appartiene ad un nucleo ristretto non esposto a logoramento.

“I privati sono più forti del potere politico” (Benjamin Constant). La ricchezza come potere (i padroni del vapore di Ernesto Rossi). Riduzione di Luciano Canfora del potere “reale” al potere economico che contrappone al potere politico “visibile” . Perché poi il potere economico sarebbe invisibile nella società odierna? Casomai il potere politico non è l’unico potere esistente. Inoltre, quanto potere è (che peso) quello specifico potere?

Cesarismo, tirannia, capo sono tutti concetti che si collocano dentro il discorso elitista sul potere. Fondamentalmente per Luciano Canfora il potere continua a restare nelle mani di una minoranza di uomini che lo esercita attraverso varie forme (dittatura o democrazia).

D’altra parte questo piccolo gruppo che governa la società è insediato nel retroscena del teatro sociale. I poteri forti esistono e sono sottratti ad ogni controllo democratico (potere economico). Una citazione di Ugo Spirito è illuminante in proposito : “non esiste il regime democratico ma esistono tanti tipi di regimi democratici quanti sono i tipi di minoranze capaci di guidare le maggioranze”.

Ma come si spiega il fatto che essendo il potere reale retroscenico questo debba conquistarsi il palcoscenico, ascendere alla visibilità di potere politico che in questa ristretta visione è solo parvenza? Come spiega che in Italia si possa parlare di “partitocrazia”, cioè di invadenza del sistema dei partiti nella società?

Le decisioni si prendono fuori dal parlamento (Maurizio Cotta), la perdita di centralità dell’istituto parlamentare significa la scomparsa dell’illusione ottica del governo del popolo. L’élite ha il sopravvento in modo scoperto.

Jericho

Posted Agosto 12, 2009 by eucondrio
Categories: Serie TV

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La fine è solo l’inizio, recita il trailer del film 2012. Pensare la fine vuol dire immaginare le condizioni della propria sopravvivenza e della stabilità sociale.
La Catastrofe che incombe è un espediente autoriflessivo. Il Disastro sta dentro l’esperienza della civiltà umana come possibilità (aereo che crolla in Lost, bombe che scoppiano in Jericho). L’exitus del mondo annuncia il suo risorgimento, l’autocomprensione dell’esistenza. Nella tragedia greca catastrofe è evento che consente di spiegare il senso delle cose. La catastrofe è una cesura che avviene all’inizio del racconto, un “punto di passaggio” ad un altro stato.

C’è una fine (catastrofica però). Un crollo. Le cose finiscono ma non completamente. Dopo la fine cosa c’è? Il nuovo è preceduto dalla catastrofe.

Che uomini emergono dopo la catastrofe? Uomini rinnovati. Il buono a nulla risorge. Il paralizzato guarisce. L’inerte ritrova determinazione e coraggio. La fine catastrofica restiuisce vigore e integrità.

Lost (prima stagione)

Posted Agosto 8, 2009 by eucondrio
Categories: Serie TV

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Poniamo che il Destino o Fato (disastro aereo) mi dia l’occasione di ri-cominciare da capo. Dietro la nostra vita ci sono errori anche gravi (Kate). Nella vita che ho vissuto sono braccato, avvilito, non considerato, addolorato, scontento. A volte mi sento perso. Vorrei fuggire da questa realtà.

Ma ad un certo punto le circostanze mi mettono in una condizione di ricominciamento. La mia vita ri-comincia quando viene messa in gioco (incidente aereo). Il ri-cominciamento non è un fatto intenzionale, una scelta compiuta e programmata. Eppure un episodio che dipende da fattori esterni alla mia volontà mi induce a ritornare a fare i conti con le mie scelte, con ciò che voglio decidere. Ma possiamo cancellare il passato? Che significa che “siamo tutti morti” (Jack)? Siamo nell’al di là? E se siamo risorti cosa ci ha resuscitati?

Possiamo veramente ricominciare da zero? Il terzo episodio in effetti si intitola “Tabula rasa”. Il Fato mi dà una seconda opportunità facendomi perdere su un’isola.  Non c’è più uno spazio aperto, l’isola è uno spazio chiuso e nessuno verrà da fuori a salvarci.

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Piovra RAI

Posted Giugno 21, 2009 by eucondrio
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Gli scaffali di una qualsiasi libreria italiana sono pieni di libri che denunciano lo sperpero di denaro pubblico in questo o quell’altro settore da parte di caste di ogni risma e taglia. Nel Belpaese si è ritrovato, o non si è mai perso, il gusto della chiacchiera requisitoria, altisonante e strillata. Ma tutti questi j’accuse sembrano restare predicozzi senza grandi conseguenze pratiche.

Anche la televisione di Stato ha trovato l’autore dell’inchiesta sui suoi sprechi, vizi e prebende. E’ Denise Pardo, inviata speciale dell’Espresso. Che cos’è questa “centrale di privilegi” scelta come bersaglio da “La Piovra Rai”?

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Le tribolazioni di una cassiera

Posted Marzo 8, 2009 by eucondrio
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E’ un esordio davvero fortunato quello di Anna Sam, cassiera francese ventinovenne, laureata in lettere.
Il suo libro, “Le tribolazioni di una cassiera”, uscito oltralpe nel giugno 2008 e anticipato da un blog (http://caissierenofutur.over-blog.com) che conta ormai più di un milione di contatti, tradotto in dieci lingue, ha riscosso un inaspettato successo di pubblico con 100.000 copie vendute in pochi mesi.
L’autrice ha tratto spunto narrativo dalla sua lunga esperienza lavorativa nel campo della grande distribuzione dove ha ricoperto per otto anni il ruolo di “hostess di cassa”.
Alle prese con un vasto campionario di umanità, filtrato dallo sguardo di chi è “al di là del nastro trasportatore”, Anna Sam ne tratteggia i lati più tipici e ricorrenti in cui non è difficile ritrovare figure o situazioni consuete che potrebbero valere anche per vicende di supermarket nostrani.
C’è il cliente furbetto e odioso che scavalca la fila facendo finta di niente, la coppietta che si sbaciucchia davanti a tutti in modo impertinente, il tipo imbarazzato per aver comprato la carta igienica, quelli che arrivano sempre prima dell’apertura e quelli che si trattengono oltre la chiusura, lo sbadato che non ha abbastanza soldi per pagare o l’insofferente che inveisce contro il personale e, dulcis in fundo, la cliente che con noncuranza dice al figlio ad alta voce : “Vedi amore, se non sei bravo a scuola lavorerai alla cassa come quella signorina là”.
Una sequenza di storielle gustose e divertenti scritte senza calcare la mano, senza esagerazioni stilistiche.
Episodi che diventano vicissitudini ritagliate apposta per strappare un sorriso al lettore ma che servono pure a far uscire l’attività del qualunque dipendente dall’insignificanza e dall’irrilevanza cui sembra essere condannata dalla società moderna.
Forse il vero segreto del libro sta nel far leva su un meccanismo di identificazione che raggiunge l’apice quando la descrizione accenna con frasi pungenti e amarognole al lato negativo della condizione lavorativa. Denuncia rinfrancata dalle testimonianze delle tante ex colleghe della scrittrice che piovono a pioggia e riempiono di nuovi aneddoti le pagine del blog.
Ma almeno per Anna Sam le tribolazioni sono finite.

Fotografie smarrite

Posted Marzo 4, 2009 by eucondrio
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Somiglia ad un ufficio delle immagini smarrite. Ma non lo trovi in un polveroso angolo di una qualunque stazione ferroviaria o in un qualche scialbo corridoio di un palazzo comunale. Sta sulla rete e il suo indirizzo è www.ifoundyourcamera.net. Il sito è stato creato da un ragazzo canadese poco più che ventenne, Matt Prepost. Nella home page e nella sua sezione Success stories!, cliccando su Show all posts, dopo aver scrollato fino in fondo la pagina web è possibile avviare un filmato in cui dalle dirette parole di questo studente dell’università di Winnipeg si vengono a conoscere i particolari sulle origini del progetto.
Intervistato, Matt, rivela che è stata una foto-cartolina, inserita sul blog di Frank Warren, Postsecret, a far nascere l’idea. Sulla sua superficie compariva, scritto a caratteri arancioni, la nota del ritrovamento al festival musicale Lollapalooza di una macchina fotografica il cui contenuto rinvenuto all’interno era stato stampato dall’autore del messaggio e pubblicato per poterne rintracciare il legittimo proprietario.
Così, per merito di questo spunto, gli orfani di immagini perdute possono adesso sperare di ritrovare on line e di ricongiungersi ai loro oggetti preziosi che sono i ricordi di un’estate, un luogo raggiunto a fatica, il ritratto di un sorriso perlato, lo splendore di un paesaggio immagazzinato nel pensiero.
Risulta piacevole tornare in possesso di foto perdute per distrazione come è accaduto a George, a Jerry o a Nancy, rinfrancati e felici di vederle ricomparire anche dopo anni. E’ gratificante restituire piccoli frammenti di vita ed essere ripagati da un atto di sincera gratitudine per averli riuniti alla memoria proprietaria.
Succede ancora questo sul pianeta Internet dove gli uomini con pochi mezzi mettono in pratica tante belle idee.

Democrazia diretta digitale

Posted Febbraio 20, 2009 by eucondrio
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Si fa un gran parlare di democrazia diretta. Ma questa in effetti in cosa consiste? Perché e come la tecnologia è in grado di aiutare l’espressione diretta dei cittadini? Uno degli aspetti importanti è che la democrazia diretta è sinonimo di partecipazione. Ma la partecipazione deve essere decifrata. Senza dubbio un forum contribuisce alla formazione dell’opinione (pubblica). Molte persone possono facilmente dare il loro contributo e concorrere a questo obbiettivo. Tuttavia di che parlare si tratta? E’ una parola, quella dei forum, che cerca un’interlocuzione o soltanto visibilità? Vuole conferme o smentite, si vuole ritrovare o separare? Intende discutere, esaminare senza arrivare a specifiche conclusioni, ragionare, contrastare, revocare in dubbio, lamentare, denunciare? La scrittura dei netizen è apofantica o meramente assertiva? Questo stare insieme, questo punto di concentrazione della parola che significa? Insomma, il web diventa ed è un luogo raccoglitivo per creare cosa? Siamo davanti ad una bacheca (elettronica) ad un raccogliticcio senza output o si vogliono reimpastare culture e punti di vista altrimenti non-in-contatto?

Mercato

Posted Gennaio 31, 2009 by eucondrio
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Il mercato cos’è? Qualcosa che va oltre il giusto e l’ingiusto? L’al di là del bene e del male? Anzi ciò che stabilisce ciò che è bene e ciò che è male? A me non pare che questa visione sia condivisibile altrimenti non si direbbe che bisogna fissare delle regole per il mercato.

Se il mercato ha bisogno di regole vuol dire che non è il decisore ultimo delle sorti dell’umanità. Ma ancora più sorprendente di questa visione è che disumanizza il mercato, cioè lo rende un meccanismo autonomo spogliato di ogni controllo della coscienza umana.

Il mercato è o non è qualcosa che ha a che vedere con il comportamento umano? Se il mercato decide che bisogna dare un valore a delle cose o a delle prestazioni si potrà pure discutere di quel valore assegnato o no? 

Questo considerare il meccanismo del mercato come il Regolatore supremo per me è una concezione da respingere; in realtà rappresenta una sorta di totem della società contemporanea a cui gli uomini si inchinano avendolo creato essi stessi.

Anima della tecnica

Posted Gennaio 28, 2009 by eucondrio
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L’espressione massima della tecnica sono le macchine che appaiono elemento distintivo dell’essere umano. “Piccole o grandi – afferma Edoardo Boncinelli in questo corto ma denso libretto – isolate o collegate tra di loro, le macchine hanno accompagnato la storia dell’umanità ed entrando progressivamente nella nostra quotidianità hanno radicalmente cambiato il paesaggio fuori di noi e in definitiva anche quello dentro di noi”.

Le macchine, che differenziano l’uomo dagli altri animali conferendogli un posto speciale sì da farne un universo a parte, sul piano generale collocano il collettivo umano in una posizione particolarmente attiva rispetto al mondo circostante. Si tratta di una attitudine trasformativa che – in competizione con un atteggiamento teoretico e speculativo, presente nella storia e che, se prevalente, avrebbe condotto l’uomo a ritirarsi in se stesso, a limitarsi a contemplare la realtà e ad adattarvisi – ha conquistato sempre più terreno fino a compenetrare il vivere sociale.

Viene così sancito, ad un certo punto dell’evoluzione dell’uomo, l’accesso “nell’età della tecnica, intendendo per tecnica l’insieme delle macchine – che implica la loro invenzione e la loro produzione, la comprensione del loro funzionamento e il suo controllo – dei loro riflessi sull’organizzazione e l’evoluzione della società”.

Un cambiamento profondo che agisce e influenza il nostro modo di intendere e vedere le cose, gli esseri viventi “e più recentemente noi stessi”, in quanto corpo e anima.

Due fattori assumono nei più recenti sviluppi una capitale importanza : l’ingresso delle macchine nel campo della salute e il diffondersi della miniaturizzazione tecnologica. Secondo il giudizio di Boncinelli la tutela e il miglioramento della salute costituiscono “uno dei capitoli fondamentali dell’impresa tecnico-scientifica contemporanea” mentre la ricerca sulle nanotecnologie apre scenari intriganti.

Nanosonde o nanorobot, navicelle viaggianti di qualche decina di nanometri, potrebbero spiare e contribuire a ricostruire ciò che di illecito e maligno succede nel corpo umano.