Le iene (o la crisi della razionalità)

C’è una razionalità ed una intelligenza nel crimine. Linguaggio crudo, violento ma non stereotipato. I criminali discutono di tutto, di musica, di amore, di sesso ecc. come tutti noi. Il crimine è alla portata di tutti?

Non c’è perdita di umanità in Harvey Keitel. La violenza non è anestetizzata ma umanizzata (e si specula sopra questo recupero dell’umano dentro il crimine). Nel mondo della violenza ad un certo punto c’è una perdita di razionalità, una deriva sadica, psicopatica, anarcoide. Dentro la situazione violenta si sviluppa una linea di fuga.

C’è una violenza più violenta, incontrollabile, intollerabile. L’uomo tende a razionalizzare il crimine, tuttavia qualcosa sfugge al controllo della ragione. Dentro l’universo organizzato della criminalità, che rappresenta il disordine e l’illegalità, si riproduce un elemento di disordine.

L’eccesso di violenza porta all’autodistruzione, alla perdita di controllo, all’anomia. Compare un fattore di disorganizzazione per eccesso di violenza, una crisi della razionalità del crimine.

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